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Denunciata agenzia funebre e Comune

Eboli, bara non sigillata si apre


Eboli, bara non sigillata si apre
30/03/2012, 19:03

EBOLI - Un’agenzia funebre di Eboli è stata citata in giudizio dai familiari di un defunto. Tutto è accaduto dopo undici mesi dal funerale, quando la bara del proprio caro si è aperta e lesionata. La parte superiore della cassa era, infatti, senza zinco. Una disattenzione che ha provocato, tra le altre cose, cattivo odore, presenza di mosche e di insetti intorno al loculo e la pessima conservazione della salma.
Ma a pagare per quanto accaduto, probabilmente, non sarà solo l’agenzia funebre. Il legale della famiglia danneggiata, Maria Rosaria Ricciardi, è convinta che ci siano responsabilità anche del comune di Eboli, nello specifico del servizio cimitero. Per l’avvocato, sarebbe dovuto essere il comune a vigilare sulla corretta tumulazione della salma.
Il primo atto processuale è stato prodotto pochi giorni fa. Il perito nominato dal tribunale, l’architetto Dario Talamo, ha riconosciuto un primo dato oggettivo: la bara non era di qualità scadente, ma aveva il coperchio privo di zincatura. Le lesioni alla parte superiore della cassa hanno provocato il cattivo odore avvertito dai familiari del defunto, oltre la presenza di mosche intorno al loculo del deceduto.
Nelle prossime saranno ascoltati gli operai del cimitero, un dipendente dell’Asl, i medici legali Luigi Mastrangelo e Rosario Visconti.
I fatti risalgono ai primi mesi del 2010. Celebrato il funerale, il deceduto era stato adagiato in un loculo comunale in attesa del trasferimento nella cappella di famiglia. La struttura, in costruzione, non era ancora pronta. Completata la cappella, i familiari del defunto hanno chiesto il trasferimento della salma e una volta aperto il loculo è venuta alla luce l’irregolarità.

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di Rossella Marino
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