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Ma restano i dubbi finchè non saranno sul mercato

E-cat vs. Hyperion: la fusione fredda in casa è vicina?


E-cat vs. Hyperion: la fusione fredda in casa è vicina?
16/02/2012, 15:02

I mass media ufficiali non se ne occupano, ma ci sono due possibilità, almeno in teoria, per dare un taglio ai problemi di approvvigionamento elettrico. SI tratta in entrambi i casi della cosiddetta fusione fredda: cioè una reazione nucleare, prodotta fondendo diversi elementi a temperatura ambiente o comunque facilmente ottenibile. Niente a che vedere con la "fusione nucleare" che si ottiene nel sole, che richiede milioni di gradi di temperatura.
In particolare, sono due i progetti. Uno è l'E-cat, di Andrea Rossi. Sperimentato per la prima volta davanti a due scienzati scandinavi all'Università di Bologna circa un anno fa, doveva essere commercializzato alla fine dell'estate scorsa. E' formato da unità modulari, lunghe poco più di un metro e che producono energia - si parla di circa un kilowatt per unità - usando il calore di una fiamma per fondere nichel e idrogeno. Il suo creatore non ha una buona nomea: alla fine degli anni '70 ebbe molti titoli sui giornali, perchè si presentò con un progetto per estrarre petrolio dai rifiuti; ma poi si scoprì che quello che estraeva era percolato che aveva un contenuto di idrocarburi troppo basso e un livello di acqua troppo alto per servire a qualcosa. Alla fine ebbe anche problemi con la giustizia, perchè accusato di aver stoccato illegalmente ingenti quantità di rifiuti.
Oggi Rossi si dice sicuro della bontà della sua invenzione e afferma che tra poco il suo prodotto verrà messo sul mercato, anche in versione gigante, con una "unità" da 1 Megawatt.
L'altro prodotto è l'Hyperion, prodotto da una società greca, la Defkalion. Anche esso è formato da unità modulari, più grandi del'altro tipo e capaci di produrre 5 Kw l'uno. Vengono venduti in gruppi di 9, in modo da avere 45 kW di energia per 6 mesi oppure 5 kW per oltre 4 anni con una sola ricarica. Anche questo modello dovrebbe poter essere lanciato sul mercato nel giro di pochi mesi, per un utilizzo anche domestico. E anche questo lavora sfruttando la fusione di nichel e idrogeno, a temperature facilmente raggiungibili da una fiamma.
Naturalmente, se questi sistemi funzionano lo si vedrà in futuro. Sia Rossi che la Defkalion hanno sottoposto i loro strumenti a test più o meno pubblici e sotto il controllo di alcune università. Quello che è certo è che si tratterà di un sistema che potrebbe rivoluzionare il futuro prossimo: niente più bollette dell'Enel (o equivalenti, per chi si appoggia ad altre aziende); niente più problemi con la benzina sempre più cara (basterà un motore elettrico e uno di questi impianti per la ricarica); e così via. A meno che non si sposti solo il problema: il nichel è abbondante, ma non eterno. E poichè nel processo si trasforma in rame, non è più utilizzabile in questo senso.

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di Antonio Rispoli
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