Cronaca / Sanità

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Normative ignorate, aggravio sull'acquisto di farmaci

Ecco come 2 Asl di Caserta ci sono costate 19 milioni


Ecco come 2 Asl di Caserta ci sono costate 19 milioni
25/08/2010, 17:08

CASERTA – Invece di venire acquistati con ‘lo sconto’, molti farmaci specifici arrivavano tramite farmacie. Comportando un aggravio della spesa farmaceutica a carico del servizio sanitario nazionale di oltre 19 milioni di euro. E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta, che ha concluso un’attività ispettiva su tutto il territorio nazionale. In conclusione dei controlli, i militari hanno anche segnalato alla Corte dei Conti due dirigenti pro-tempore dell’Asl di Caserta.

L’operazione ha riguardato la distribuzione dei farmaci inseriti nel prontuario ospedaliero “ph-t”, in particolare quelli per la cura di patologie gravi, croniche e acute (come soggetti diabetici o destinatari del trattamento per il trapianto di organi).

Il ‘pasticciaccio’ nasce dalla modalità di acquisto che era stata utilizzata per quei farmaci. In poche parole, la legge prevede che le strutture sanitarie pubbliche possano acquistare quei medicinali direttamente dalle case farmaceutiche produttrici, con uno sconto obbligatorio che deve essere perlomeno del 50%. In alternativa, gli stessi farmaci possono arrivare al paziente per via “tradizionale”; possono, ovvero, essere acquistati dalle farmacie pubbliche e private, che successivamente ottengono un rimborso con fondi dell’Asl.

I finanzieri di Caserta hanno, in particolare, monitorato l’operato delle ex aziende sanitarie locali di Caserta, Asl Ce1 e Ce2, finalizzando inizialmente il servizio alla quantificazione della spesa farmaceutica sostenuta nel periodo dal 2004 al 2008 per i farmaci del prontuario “ph-t” a carico del servizio sanitario nazionale; il successivo passo dei controlli è stata la determinazione dell’eventuale risparmio che si sarebbe potuto ottenere se le aziende sanitarie avessero fatto ricorso alla “via agevolata” e non a quella tradizionale, ovvero acquistando direttamente dalle case farmaceutiche e non ricorrendo alle farmacie convenzionate.

Nella sola provincia di Caserta, il mancato rispetto della normativa ha comportato un aggravio della spesa farmaceutica (a carico del Servizio Sanitario Nazionale) quantificabile in oltre 19 milioni di euro. Una cifra enorme, che costituisce una buona fetta del deficit complessivo nel settore della sanità pubblica della regione Campania.

La seconda fase delle indagini, effettuata con il coordinamento della Procura Regionale della Corte dei Conti di Napoli, è stata mirata ad accertare l’eventuale impegno delle due aziende sanitarie casertane nel promuovere, o in qualche modo potenziare, la distribuzione diretta dei farmaci inseriti nel prontuario pht. E’ emerso che, la (ormai ex) Asl Ce1 ha avviato un progetto incentivante per il personale dei servizi farmaceutici, rinnovando i contratti a tempo determinato ai dirigenti farmacisti, contribuendo così a diminuire sensibilmente la spesa a carico del Ssn. D’altro canto, l’Asl Ce2 non ha intrapreso nessuna iniziativa del genere; alla fine del 2008 risulta inoltre stipulato un accordo con la Federfarma Caserta per la distribuzione “per conto” dei farmaci del prontuario pht, con un aggio delle farmacie convenzionate di circa 4,5 % sul prezzo al pubblico dei farmaci. I due dirigenti pro-tempore che si sono succeduti alle redini delle ex Asl Ce2 ed Asl Ce1 dal 2004 al 2008 sono quindi stati segnalati alla procura regionale della Corte dei Conti competente.

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di Nico Falco
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