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Sotto accusa la telefonata "Allora abbiamo una banca?"

Ecco come Berlusconi ebbe l'intercettazione di Fassino


Ecco come Berlusconi ebbe l'intercettazione di Fassino
24/03/2010, 08:03

MILANO - In tutte le polemiche che avvengono riguardo alle intercettazioni telefoniche fatte a questo o a quel pezzo grosso, nessuno dice che, nel 99% dei casi, si tratta di intercettazioni che sono note agli imputati, perchè depositate agli atti del processo. Una delle rarissime eccezioni di telefonata illegalmente pubblicata fu quella del 2005, tra l'allora leader DS Piero Fassino e il Presidente Unipol Giovanni Consorte. E' rimasta famosa perchè ad un certo punto si sente Fassino che dice: "Allora, abbiamo una banca?". Ovviamente le valutazioni penali sono dei giudici, ma la pubblicazione sul quotidiano della famiglia Berlusconi fu illegale perchè quella intercettazione non fu mai depositata, in quanto riguardava un parlamentare e non era ritenuta attinente con il processo.
Tuttavia, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Milano, il 24 dicembre del 2005 si presentò presso l'abitazione di Silvio Berlusconi ad Arcore Roberto Raffaelli, ex amministratore dell'azienda di intercettazioni telefoniche "Rcs-Research control system", con un computer portatile sul quale c'era la registrazione incriminata. Berlusconi ne rimase entusiasta, al punto di dire a Raffaelli: "La famiglia ve ne sarà grata per l'eternità". Poi la registrazione fu mandata al Giornale che la pubblicò.
Ma oggi Raffaelli è indagato proprio per quel motivo, per accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di atti coperti da segreto. A questo reato, si aggiunge quello di false fatture, un'altra faccenda che vede coinvolto un Berlusconi, anche se questa volta si tratta di Paolo. Infatti le false fatture - che venivano emesse con la complicità di Eugenio Petessi, esperto in comunicazione, che fatturava false consulenze - sono servite ad accumulare somme di 570 mila euro che Raffaelli ha versato a Paolo Berlusconi in tranche da 40 mila euro mensili dal 2005, per sbloccare un appalto in Romania. Appalto che, forse anche per la caduta del governo rumeno di Nastase, non è mai partito; e per questo anche Paolo Berlusconi è indagato, per il reato di Millantato credito.

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di Antonio Rispoli
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