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Ecologisti e Reti Civiche agli scavi di Longola


Ecologisti e Reti Civiche agli scavi di Longola
13/01/2012, 15:01

Ecologisti e Reti Civiche agli scavi di Longola: "Promuoveremo tavoli tra i comitati e le associazioni per elaborare modelli territoriali di sviluppo economico". Roberto Duraccio e Francesco Servino: "Basta con le divisioni, bisogna convergere verso i beni comuni". --

Visita degli Ecologisti e Reti Civiche agli scavi di Longola: Roberto Duraccio e Francesco Servino dell’Assemblea Federale degli Ecologisti e Reti Civiche – Verdi europei hanno incontrato questa mattina i presidianti degli scavi archeologici di Longola ed esaminato con loro vari progetti di sviluppo e di riqualificazione dell'area archeologica. "E' necessario ripartire dai beni e dalle risorse comuni" spiegano i due attivisti "per intraprendere qualsiasi progetto di sviluppo economico futuro".

Per Roberto Duraccio, dell'Assemblea Federale degli Ecologisti e Reti Civiche e presidente dell'associazione Jamm di San Giuseppe Vesuviano: “L’area di Longola è una riserva archeologica, faunistica, naturale e agricola di inestimabile valore: in un periodo di crisi economica tanto grave è intollerabile abbandonare quelle risorse che sono patrimonio esclusivo dell’Italia e del Meridione intero e che tutto il mondo ci invidia.

"Il concetto che ci sta a cuore è quello della valorizzazione delle risorse per creare sviluppo, un indotto sostenibile: laddove si abbandona un’area dalle potenzialità enormi si abbandona un’opportunità di sviluppo e la possibilità di proporre un modello di economia sostenibile, che è quella che dovrà muovere tutte le logiche del futuro.

"In questo senso è importante il recupero delle tradizioni e delle tipicità, la riscoperta di quei valori storici e culturali che da meridionali ci devono inorgoglire, perché Longola, l’Agro Nocerino Sarnese e il territorio vesuviano possono considerarsi la culla della civiltà italica: è tutto l'insieme che può generare un circuito economico alternativo che bisogna avere il coraggio di avviare, perché la strada dello sfruttamento fino all’esaurimento delle risorse non è più percorribile e ha già devastato ampie porzioni del territorio campano.

"La proposta degli Ecologisti e Reti Civiche è quella di un azionariato popolare: mettendo il capitale nelle mani di un gruppo considerevole di cittadini e consentendo una distribuzione del reddito più omogenea si creano nuove opportunità di lavoro. Il nostro territorio dal punto di vista delle potenzialità turistiche non ha nulla da invidiare ai patrimoni archeologici più noti: un percorso che parte da Nola per arrivare a Poggiomarino, la riscoperta di siti come quelli di Ottaviano, di Somma Vesuviana e di Terzigno sarebbe un volano formidabile per l'economia e per il turismo. Bisogna uscire da un certo modo di considerare la realtà come un qualcosa che non ha più nulla da offrire: le risorse e i mezzi ci sono, sta ai cittadini ancor prima che alle amministrazioni comunali individuarle e capire come utilizzarle. Bisogna lavorare assieme per instaurare una coscienza civica”.

Francesco Servino: “Come Ecologisti e Reti Civiche ci faremo promotori di una serie di incontri con le associazioni e i comitati cittadini vesuviani al fine di individuare un percorso comune che ci consenta di dare più consistenza alle nostre battaglie, che ci accomunano sotto tanti punti di vista. Partiremo dalla mappatura delle aree archeologiche e studieremo tutti i possibili piani di sviluppo e di intervento nelle aree a rischio. La frammentazione tra i gruppi, la sfiducia nei confronti dei partiti in generale non stanno dando l’opportunità a chi sta intraprendendo una nuova fase dell’impegno civile di fare gruppo e di fare numero per creare un sistema alternativo che agisca soprattutto sul piano della politica: è necessario spendere progetti seri per contrastare e rompere gli equilibri legati allo sfruttamento indiscriminato dei territori che hanno fortemente destabilizzato la Campania. Guardando ai simboli e alle bandiere si corre il rischio di guardare al dito invece che alla Luna: è necessario agire assieme, spendendo le proposte, perché ogni protesta, prima o poi, è destinata ad esaurirsi, e in tal senso bisogna agire per non disperdere il capitale umano e le energie. Viviamo in un’epoca in cui anche gli strumenti di scelta popolare come i referendum hanno perso efficacia: tutto questo deve offrire uno spunto di riflessione approfondito su come è opportuno muoversi d’ora in avanti per difendere i propri beni”.

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di Redazione
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