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Ancora violenza in piazza: oltre 1.500 feriti

Egitto: 40 morti a Tahrir. Il governo si dimette

I militari accettano le dimissioni

Egitto: 40 morti a Tahrir. Il governo si dimette
21/11/2011, 20:11

IL CAIRO - Dopo un fine settimana di sangue sono riprese a pieno ritmo questa mattina le violenze in piazza Tahrir, al Cairo. Le migliaia di persone presenti, una stima parla di quattromila, hanno reagito bersagliando gli agenti con pietre e pezzi di cemento, mentre ad accrescere il caos è stato un incendio scoppiato in un palazzo di 6 piani, in cui è rimasto intrappolato un numero imprecisato di persone. I dimostranti hanno cercato di scalare i muri esterni per prestare loro soccorso, mentre l’intervento dei vigili del fuoco è stato ostacolato dalle forze dell’ordine, che hanno lanciato lacrimogeni sulla folla. Nel frattempo, per il terzo giorno di scontri, è guerra di numeri, mentre si fa strada l’ipotesi che tra i manifestanti vi siano anche i “baltaguiya”, cioè “delinquenti comuni” in lingua araba, infiltratisi tra la gente per fare irruzione e per attaccare la polizia. Secondo Hani Korshed, portavoce del “Gruppo 6 aprile”, una delle formazione dell’opposizione, i morti nei tre giorni di scontri sarebbero oltre 40. Per il ministero della Salute, invece, i morti accertati sono 33, mentre più di 1500 i feriti.

LE DIMISSIONI DEL GOVERNO
In una piazza Tahrir, sempre più campo di battaglia vero e proprio, è arrivata questa sera la notizia, da parte della tv satellitare Al Jazeera, delle dimissioni del primo ministro Essam Sharaf e del suo governo, che hanno rimesso il proprio mandato nelle mani del Consiglio Supremo delle Forze Armate, che le ha accettate. Sharaf aveva già rimesso il mandato del suo governo ai militari il 10 settembre scorso, dopo l’assalto all’ambasciata israeliana al Cairo, invasa e demolita da manifestanti: allora il Consiglio Supremo delle Forze Armate aveva però respinto le dimissioni.

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di Antonio Formisano
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