Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Alla privacy la moglie di Bruno Vespa

Eletti i quattro membri dell'Authority tra le polemiche

Saviano: "I partiti scelgono senza trasparenza"

Eletti i quattro membri dell'Authority tra le polemiche
06/06/2012, 22:06

ROMA - Camera e Senato, in contemporanea, scelgono i componenti delle due authority da rinnovare Agcom e Privacy onorando l'accordo siglato ieri dalla maggioranza e criticato dalle opposizioni. Si è trattato di un voto dall'esito scontato che è stato, comunque, salutato dalle polemiche su “l’inciucio” e la “mancanza di trasparenza” sollevate soprattutto dall'Idv, dai radicali che hanno disertato il voto e, fuori dal Parlamento, dalla sinistra e da Beppe Grillo che hanno gridato alla spartizione. La Camera ha eletto componenti dell'Agcom Maurizio Decina (ingegnere elettronico voluto dal Pd con 163 voti) e Antonio Martusciello (ex Fininvest ed ex Forza Italia con 148 voti); componenti dell'Autorità garante della Privacy Giovanna Bianchi Clerici (candidata da Lega-PdL, con 179 voti) e Antonello Soro (ex capogruppo del Pd alla Camera con 167 voti). A sua volta il Senato ha eletto per Agcom Antonio Posteraro (attuale vicesegretario della Camera, con 94 voti) e Antonio Preto (ex capo di gabinetto di Antonio Tajani nella Commissione europea con 91), mentre per la Privacy il Senato ha scelto Augusta Iannini (capo Ufficio legislativo del ministero della Giustizia e moglie del giornalista Bruno Vespa, con 107 voti) e Licia Califano (docente di Diritto costituzionale a Urbino con 97 voti). L'accordo tra i partiti che sostengono Monti, ha tenuto nonostante dissensi e vistose assenze nelle file della stessa maggioranza, soprattutto nel Pd, nell' Api e nel Fli, come si evince dai voti e dalle dichiarazioni di dissenso di alcuni parlamentari come Arturo Parisi, Ignazio Marino e Vincenzo Vita del Pd, Benedetto Della Vedova e Fabio Granata di Fli e altri. Una votazione destinata, inoltre, ad alimentare lo scontro a sinistra tra Pd e Idv. “Noi non intendiamo prestare il fianco alla buffonata del voto per i componenti delle Authority, un'autentica presa per i fondelli da parte delle forze politiche che hanno già deciso chi eleggere senza neanche consultare i curricula dei candidati” ha detto nell'Aula del Senato il capogruppo dell' Idv Felice Belisario. Analoga reazione alla Camera dove Antonio Di Pietro ha minacciato di rompere con Bersani e ha distinto tra un Pd “partito nuovo che corrisponde alle battaglie di Arturo Parisi” con cui dialogare e un Pd “delle dirigenze, degli accordi tra gruppi di potere, un Pd che si è calato le braghe per convenienza e connivenza”. “Pensiamo che quella parte della dirigenza sia uscita essa stessa dalla foto di Vasto” ha affermato Di Pietro che ha definito “un metodo da presa in giro” la scelta dei candidati. Di ”logica spartitoria” dei partiti della maggioranza che “si sono scelti i loro controllori in quota Pd, Pdl e Udc” ha parlato anche il terzo partner della foto di Vasto, il leader di Sel Nichi Vendola, presente anche lui alla conferenza stampa dell'Idv. “E' una pagina nera che può pesare moltissimo sulla scena politica italiana” ha detto Vendola che ha attaccato il Pd così come hanno fatto gli esponenti dei Verdi. Il salire della tensione a sinistra sembra sia legata alla necessità di Idv e Sel di non lasciare a Grillo il terreno della polemica. Il leader del movimento ”Cinque stelle” sul suo blog ha tuonato: “L'Agcom è uno spreco di soldi pubblici, una copertura per il controllo dei media da parte dei partiti. Una presa per i fondelli. Va chiusa. Monti la tagli”. Si è fatto sentire anche un'altra icona della sinistra. “I partiti scelgono i quattro di Agcom e Privacy senza trasparenza proprio ora che la priorità sarebbe la fiducia degli elettori...” ha commentato lo scrittore Roberto Saviano su Twitter.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©