Cronaca / Sanità

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Interviene Berlusconi, avanza l'ipotesi del decreto legge

Eluana, l'Italia è spaccata in due


Eluana, l'Italia è spaccata in due
05/02/2009, 08:02

Sulla vicenda di Eluana Englaro si è fatto sentire anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "stiamo lavorando per intervenire, stiamo lavorando in questa direzione" - ha dichiarato ai cronisti al termine di una cena a Palazzo Odescalchi.  Intervenire per evitare che venga sospesa l'alimentazione artificiale della donna, in coma da 17 anni, in esecuzione della decisione emessa dai giudici milanesi. Anticipare il provvedimento sul testamento biologico per decreto - continua il premier, recatosi a cena dalla principessa Nicoletta Odescalchi per ringraziarla per aver messo a disposizione di una mostra a Milano il quadro di Caravaggio "La caduta di Saulo". Per quanto riguarda la vicenda di Eluana Englaro, dunque, il governo pensa di utilizzare l'arma del decreto, anche se restano in piedi delle perplessità. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ieri aveva auspicato l'intervento del parlamento ma - hanno fatto osservare fonti parlamentari - dal Colle si chiede un testo condiviso al quale partecipi anche l'opposizione.

Intanto l'assessore alla sanità della Regione Friuli Venezia Giulia ha dato lo stop alla casa di riposo 'La Quiete' di Udine, dove  è ricoverata Eluana Englaro, ma la struttura sanitaria ha replicato subito dicendo di voler andare avanti nell'attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano, in sintonia con i sanitari che assistono la donna. ''Fino a quando saremo nella legalità non ci fermeremo'', ha spiegato l'avvocato della famiglia Englaro, Giuseppe Campeis.

Per l'avvocato Campeis la casa di riposo è una ''struttura adatta" all'attuazione del decreto dei giudici milanesi. Peraltro la volontà della Quiete di andare avanti è stata manifestata con una lettera scritta alla Regione nel pomeriggio di ieri. E Carlo Alberto Defanti, il neurologo che segue Eluana fin da quel tragico incidente stradale del 1992, ha confermato che la procedura - prevista e disciplinata dalla sentenza - potrebbe partire già oggi o, al massimo, venerdì. ''Non è possibile sapere se Eluana soffrirà o meno - ha aggiunto - ma allo stato attuale della ricerca medica la risposta è no''. 'Noi - ha aggiunto Campeis da Graz (Austria), dove si trovava per lavoro - ci fermeremo nel momento in cui c'è qualcosa di illegittimo o di illegale nella procedura o se, per ipotesi assurda, uscisse un provvedimento normativo che qualifica la condotta che stiamo tenendo come penalmente rilevante''.

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di Redazione
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