Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

EMANUELA ORLANDI-MARCINKUS: INTERVIENE IL VATICANO


EMANUELA ORLANDI-MARCINKUS: INTERVIENE IL VATICANO
24/06/2008, 14:06

Insieme alla banda della Magliana, la supertestimone cita l'ex vertice dello Ior nel caso – riaperto? – della studentessa, cittadina del Vaticano, Emanuela Orlandi, rapita 25 anni fa. E il responsabile dell’Istituto Opere Religiose, la banca del Vaticano, era Monsignor Marcinkus, tirato in ballo da Sabrina Minardi, ascoltata in questi giorni a Roma. Secondo la donna, all'epoca dei fatti amante di Enrico De Pedis, boss della Magliana, la ragazza fu prelevata e tenuta prigioniera in un appartamento.

Poi venne fatto sparire il cadavere sul litorale di Torvajanica, insieme al cadavere di Domenico Nicitra, il bimbo di 11 anni, figlio di Salvatore, imputato al processo alla banda della Magliana, che scomparve nella capitale assieme allo zio Francesco nel giugno del 1993, dieci anni dopo la scomparsa di Orlandi. Qui si registrerebbe la prima incongruenza del racconto, anche perché De Pedis, noto come "Renatino", fu ucciso nel 1990, tre anni prima della sparizione di Nicitra. Anche per questo motivo i legali della famiglia Orlandi, Massimo Krogh e Nicoletta Piromallo, hanno giudicato incompatibile la versione.
 

E torniamo a Marcinkus. Sei mesi prima di morire, Emanuela Orlandi - ha raccontato la teste - sarebbe stata consegnata ad un sacerdote. Ad accompagnarla da un bar del Gianicolo fino ad un benzinaio della Città del Vaticano, sarebbe stata la stessa testimone. Tutto questo, sempre secondo la teste, su ordine del religioso.

E qui scoppia la bufera, perché la Santa Sede risponde: “Accuse infamanti senza fondamento nei confronti di mons. Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi. Non si vuole in alcun modo interferire con i compiti della magistratura nella sua doverosa verifica di fatti e responsabilità, ma allo stesso tempo - aggiunge la nota del Vaticano - non si può non esprimere un vivo rammarico e biasimo per modi di informazione più debitori del sensazionalismo che alle esigenze della serietà e dell'etica professionale”. Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla fuga di notizie ed ha disposto una perquisizione nell'agenzia di stampa Agi. Ad eseguirla gli uomini della squadra mobile.

Rivelazione del segreto d'ufficio il reato configurato dagli inquirenti. Secondo i magistrati la diffusione dei dettagli del racconto della testimone ha danneggiato l'inchiesta giudiziaria e la posizione della stessa testimone. Ma il giallo della Orlandi è, di fatto, nuovamente al centro dell’attenzione.

Commenta Stampa
di Giulio d'Andrea
Riproduzione riservata ©