Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

EMANUELE FILIBERTO CONFERIRA' LA CROCE D'ORO AL MERITO DI SAVOIA AGLI ULTIMI SEI CORAZZIERI REALI


EMANUELE FILIBERTO CONFERIRA' LA CROCE D'ORO AL MERITO DI SAVOIA AGLI ULTIMI SEI CORAZZIERI REALI
27/01/2009, 08:01

 

Messi insieme hanno oltre 500 anni di età, ma i loro ricordi restano quelli indelebili della giovinezza. Sono gli ultimi Corazzieri del Regno d’Italia: prestarono  servizio con Re Vittorio Emanuele III e Re Umberto II che salutarono commossi mentre diceva addio a loro e  alla sua terra. Testimone e insieme protagonista di un’epoca lontana, questo manipolo di superstiti d’eccezione si riunirà mercoledì 28 gennaio in Roma per ricevere dalle mani del Principe Emanuele Filiberto di Savoia le Croci d'Oro al Merito di Casa Savoia che  S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele, Capo della Casa Reale,  ha conferito loro in segno di riconoscimento del prezioso servizio reso a ques’ultima e al Paese.  
Come accennato, la cerimonia sarà presieduta dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia che ha dichiarato: "E' con una certa emozione che mi accingo ad incontrare questi sei Corazzieri. Essi sono indubbiamente un pezzo di storia, a livello personale essi rappresentano anche un legame sentimentale con mio nonno Re Umberto II e con mia nonna la Regina Maria Josè. Ricordo molto bene i racconti dei miei nonni e del legame d'affetto che si era instaurato con i Corazzieri tanto da mantenere con essi un rapporto di costante simpatia anche durante gli anni dell'esilio. Ad esempio il Corazziere Attilio Brentegani, veronese, intrattenne una fitta corrispondenza con mio nonno Re Umberto II, ed è a conoscenza di dettagli importanti relativamente a quanto accadde al Quirinale durante la Guerra. Mi disse subito "Guardi Altezza, il Re non scappò! Io ero presente!", il Corazziere Giulio Biasin, veneziano, invece lo ebbe con la Regina Maria Josè tanto da farle da accompagnatore durante le sue visite a Venezia. Il conferire la Croce d'Oro al Merito è un modo per ricambiare il legame affettuoso che esiste con queste persone che rimangono sempre nel cuore di Casa Savoia."
 
 
 
I Corazzieri hanno un legame antico e profondo con Casa Savoia: furono fondati nella seconda metà del XVI secolo dal Duca di Savoia Emanuele Filiberto "Testa di Ferro" che costituì, con un gruppo di cinquanta fedelissimi soldati, la "Guardia d'Onore del Principe". Successivamente questo corpo è cresciuto diventando particolarmente importante dopo la fondazione dei Carabinieri nel 1814 da parte di Vittorio Emanuele I;  l'attuale conformazione  venne stabilita in occasione delle nozze tra Re Umberto I e la Regina Margherita nel 1868. Indossavano la stessa uniforme delle nozze del 1842, tra Re Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide, ma questa volta il reparto non venne sciolto: ad esso furono affidati compiti di sorveglianza degli appartamenti reali e di protezione dei sovrani. Nascevano così i moderni Corazzieri, con un organico che prevedeva in origine un capitano comandante, 4 ufficiali, 9 sottufficiali (presto elevati a 12) e 69 carabinieri (poi 88).
Numerose furono, nei primi anni di vita, le denominazioni del Reparto: "Guardie d'Onore di Sua Maestà", "Carabinieri Reali Guardie del Corpo di Sua Maestà", "Drappello Guardie di Sua Maestà" e, fino al 1946, "Squadrone Carabinieri del Re". Ma si andava già consolidando nella gente il più familiare appellativo di "Corazzieri" che proviene proprio dalla particolare divisa con corazza lucida e copricapo.
 
I Corazzieri che riceveranno l'Onorificenza Sabauda sono: M.M.A Attilio Brentegani (Verona), Giulio Biasin (Venezia), Attilio Tonetto (Treviso), M.O. Venazio d'Ubaldo (Vejano), Ferdinando Giannantoni e Marco Collettini (Roma).
Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©
LE ALTRE FOTO.