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Strada:"Il fermo è scaduto, ora si tratta di sequestro"

Emergency: comincia la mobilitazione generale a Roma


Emergency: comincia la mobilitazione generale a Roma
12/04/2010, 20:04

ROMA - Oramai la notizia è ufficiale: l'ong fondata da Gino Strada e colpita nei giorni scorsi da gravissime accuse che hanno poi porato all'arresto di tre suoi importanti componenti, scenderà in piazza il prossimo sabato 17 aprile.
L'intento, come intuibile, è quello di richiedere con forza e decisione il rilascio di Marco Garatti, Matteo Dall’Aira e Matteo Pagani da parte dei servizi segreti Afghani. Per Emergency, i tre medici, sarebbero oramai non più in semplice stato di fermo ma vittime di un vero e proprio sequestro. Il perchè lo spiega il responsabile comunicazioni Maso Notarianni:"Abbiamo appurato che in Afghanistan lo stato di fermo non è più di 72 ore ma di 24. Dopo di che c’è bisogno di un atto di convalida dalla Procura di cui al momento non siamo a conoscenza".
Inoltre "ancora non è stata formalizzata alcuna accusa. Ecco perchè - ha tuonato Notarianni- più che di detenzione si può parlare di rapimento". Per gli uomini di Strada, dunque, non vi sono più molti dubbi: si tratterebbe dell'ennesima azione di boicottaggio operata nei confronti di un associazione scomoda che, con i suoi volontari, è stata testimoni di tanti (forse troppi?) crimini di guerra consumati in Afghanistan.
Non è la prima volta che Emergency si mobilita in massa per la risoluzione di spinose questioni all'interno del convulso paese mediorientale. Già nel 2007, infatti, una poderosa manifestazione porto alla liberazione di Rahmatullah Hanefi. Hanefi, responsabile dell’ospedale di Lashkar-gah, fu il fondamentale mediatore per ottenere la liberazione di Daniele Mastrogiacomo e venne tenuto prigioniero per 3 mesi prima di essere rilasciato.
Questa volta la piazza scelta per la manifestazione sarà la centralissima Piazza Navona. Intanto, sul web, è già partito il tam tam de "Io sto con Emergency" che, in meno di 24 ore, ha raccolto oltre 90.000 adesioni. Come confermato anche da "La Stampa", il sito della Ong si è bloccato più volte a causa del numero di visite contemporanee troppo elevato. Sempre sul noto quotidiano appaiono anche i nomi dei personaggi famosi che hanno già aderito all'appello lanciato da Strada. Tra i nomi eccellenti spiccano quelli di Fabio Mini, Gianni Mura, Ettore Mo, Fiorella Mannoia, Nichi Vendola, Milly Moratti, don Gino Rigoldi, Filippo Rossi di FareFuturo online.
Intanto, la famiglia di Matteo Pagani, il più giovane dei tre medici arrestati, rifiuta con fermezza e dolore l'ipotesi che il ragazzo possa essere un terrorista, dato che:"ha un solido interesse umanitario. È senza alcuna convinzione politica, se non quella della solidarietà. È un ragazzo che non ha mai svolto attività politica nè avuto alcuna tessera di partito".
Il giovane volontario, tra l'altro, era anche in attesa di partire per un progetto di Medici senza frontiere:"Tutto ciò - concludono i suoi genitori - ci preoccupa e addolora immensamente. Ci auguriamo che la politica non stravolga quella che è la funzione che nostro figlio Matteo è andato a svolgere. Confidiamo che la verità sul suo conto emerga con immediata chiarezza e che Matteo possa essere rilasciato, con i suoi colleghi, quanto prima".

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di Germano Milite
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