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I tre italiani non hanno rifiutato il volo di stato

Emergency, smentita la chiusura dell'ospedale a Lashkar Gah


Emergency, smentita la chiusura dell'ospedale a Lashkar Gah
19/04/2010, 19:04

KABUL - Terminata l'odissea in medioriente, non si placano però i numerosi e plateali tentativi di strumentalizzazione di Matteo Pagani, Marco Garatti e Matteo Dell'Aira; i tre operatori di Emergency arrestati con l'accusa di terrorismo in Afghanistan e rilasciati dopo una settimana. Questa mattina, infatti, erano trapelate due notizie che avevano del clamoroso: la prima riguardava la chiusura dell'ospedale di Lashkar Gah più l'elargizione di una cospicua somma di denaro come contropartita per ottenere la liberazione dei tre medici italiani.
Poco dopo l'annuncio che Pagani, Garatti e Dell'Aira, offesi dal comportamento del governo italiano, avevano simbolicamente deciso di rifiutare il ritorno in patria a bordo di un aereo di Stato.
A smentire entrambe le notizie sono Franco Frattini e la stessa Emergency che, proprio in riferimento al presunto scambio "chiusura ospedale-liberazione dei volontari", dichiara che non risulta essere mai esistito alcun accordo di questo tipo. Riguardo al rientro dei tre medici attraverso un volo di Stato, la smentita arriva dall'addetto stampa della Farnesina Maurizio Massari. Come si legge anche su La Stampa, infatti, i volontari rientreranno con un regolare volo di linea ed in compagnia dell'inviato del ministro Frattini Attilio Iannucci. Il volo di Stato, si legge nella nota di Massari, è infatti stato considerato "di difficile realizzazione e causa dell’irregolarità del traffico aereo dovuta alla nube" fin da subito.
E il titolare della Farnesina si lascia andare a considerazione quasi poetiche sulla propria pagina facebook scrivendo che "la felice conclusione della vicenda afgana così come quella di Sergio Cicala e di sua moglie Philomene Kabouree, non deriva soltanto da un’azione diplomatica intensa e discreta e dal coordinamento con la nostra intelligence. C’è una vera e propria "chimica italiana", che a me piace chiamare "anima italiana" che scioglie le situazioni complesse e apre le porte dei cuori".
Sempre Frattini ha poi precisato che, la liberazione di Pagani, Garratti e Dall'Aira, è avvenuta senza alcun pagamento di riscatto o accordo segreto ma perchè, le accuse mosse dai servizi segreti nei confronti dei tre volontari, si sono verificate infondate. Il ministero degli Esteri, infatti, ha chiesto "al governo afgano la liberazione sulla base di un impegno di fiducia verso le istituzioni italiane. Il governo afgano ha chiesto che vi fosse l’impegno formale del governo italiano, qualora emergano successivamente alla liberazione delle accuse nuove, o si approfondiscano le accuse originali che non giustificavano più la detenzione, che siano le autorità giudiziarie italiane, con la legge italiana ad occuparsi del caso".
Liberatoria ma comunque amareggiato il commento di Gino Strada che, sul lieto fine della spiacevolissima vicenda che ha coinvolto i suoi uomini, ha dichiarato:"E' fallito il tentativo di screditare Emergency e la sua attività in Afghanistan".ù
E mentre degli operatori italiani è stato possibile seguire ogni "passo" grazie all'accurata cronaca di numerose testate e reti televisive, risulta molto difficile reperire notizie riguardanti gli altri membri di Emergency di nazionalità afgana che sono stati arrestati insieme ai nostri connazionali.

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di Germano Milite
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