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EMERGENZA CLANDESTINI A LAMPEDUSA E MALTA: DUE MORTI


EMERGENZA CLANDESTINI A LAMPEDUSA E MALTA: DUE MORTI
31/07/2008, 20:07

Nove sbarchi consecutivi nel giro di 12 ore, per un totale di circa 1000 clandestini. A Lampedusa la macchina degli sbarchi marcia a pieno regime, con una cadenza sempre più incalzante. Analogo affollamento nelle acque maltesi, con un tragico corollario: una  carretta con 28 persone a bordo è affondata: due donne sono morte, una di loro, dall'apparente età di 20 anni, era incinta. Una terza donna è in coma nell'ospedale della Valletta. A Lampedusa il Centro di accoglienza è in piena emergenza. Tra arrivi e partenze il Cpa si accinge a superare il record di 1600 presenze, il doppio della capienza massimo prevista per questa struttura. Per alleggerire il Viminale ha disposto il trasferimento immediato di 400 persone, ma solo all'alba di domani un Hercules C130 decollerà dell'aeroporto di Pisa per un ponte aereo con l'isola. Secondo il ministro dell'Interno Roberto Maroni gli sbarchi a Lampedusa saranno risolti quasi al cento per cento quanto entrerà in vigore l'accordo con la Libia che prevede il  pattugliamento congiunto delle acque libiche. "Gli sbarchi - ha spiegato il ministro - non si evitano con un decreto legge purtroppo, ma con l'attivazione dell'accordo con la Libia che prevede un pattugliamento delle acque del paese nordafricano: ma ciò non si può fare senza l'ok della Libia; quando ci sarà l'ok non ci saranno più sbarchi a Lampedusa". Maroni ha poi rilevato che il governo è impegnato in questa direzione. "Il premier Berlusconi - ha ricordato - è andato qualche giorno fa in Libia per parlare di questo con Gheddafi, il ministro degli Esteri Frattini è molto attivo: tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, abbiamo anche avviato ricognizioni sui porti dove mettere le basi". Se il via libera della Libia avverrà a settembre, ha aggiunto, "dobbiamo aspettarci un agosto molto pesante". Per quanto riguarda i clandestini che sbarcano, ha proseguito il ministro, "non possiamo non accoglierli e questa è la prima fase, ma poi c'é la seconda fase: se non hanno diritto a stare in Italia torneranno a casa loro". 

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di Redazione
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