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L'ondata dei profughi si avvicina, Parlamento diviso

Emergenza immigrati, Bossi:"Li trasferiamo in Nord Europa"

Casini apre a Frattini ma il Pd si defila:"Hanno sbagliato"

Emergenza immigrati, Bossi:'Li trasferiamo in Nord Europa'
22/02/2011, 22:02

A seguito della crisi libica e considerando anche le aspre rivolte che stanno esplodendo negli altri stati africani e mediorientali, è lo stesso ministro degli Esteri Franco Frattini ad ammettere di temere le conseguenze causate da "un’immigrazione di dimensioni epocali"  che potrebbe letteralmente inondare la nostra penisola.
Risoluto e pragmatico, Umberto Bossi osserva però che in caso di autentica invasione di disperati "mandiamo gli immigrati in Francia e Germania". Tuttavia, la proverbiale filosofia spicciola leghista, non è vista di buon occhio dall'Unione Europea e la risoluzione del problema potrebbe essere molto più complicata di come l'ha presentata il Senatùr.
Non è un caso, tra l'latro, che Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi si siano incontrati privatamente proprio per discutere delle contromisure da adottare per ammortizzare al meglio il poderoso flusso d'immigrati previsto. Intanto, la grave crisi in Libia, non riesce comunque ad unire la politica italiana; con il Pd deciso a rimarcare con forza la reazione eccessivamente timorosa della maggioranza rispetto alla durissima repressione attuata da Gheddafi contro i propri oppositori. A tal proposito persino lo stesso Bossi ha definito una "pessima uscita" la giustificazione di Berlusconi che avevava detto:"Non chiamo il rais per non disturbarlo".
Così, anche per ricucire almeno qualcuno degli strappi alla credibilià internazionale, Frattini invia una quasi supplica al leader centrista Pier Ferdinando Casini per affrontare in maniera compatta il contraccolpo della crisi libica.
Casini ci sta e in condivisione cone Roberto Maroni propone un'unita di crisi specific. Tuttavia il leader Udc si "dimentica" del Pd e del resto dell'opposizione che definisce "grave e inadeguato" l'atteggiamento dell'esecutivo e precisa:"Collaborazione non è confusione di compiti perché noi non abbiamo condiviso quanto fatto fin qui".
Insomma: se nel stato africano regna il caos toale, nel Bel paese la situazione non può dirsi perfettamente ordinata e retta da accordi e strategie politico-diplomatiche omogenee e condivise. Se si considera poi la legislazione europea, secondo la quale la gestione delle domande d'asilo e del rimpatrio degli illegali spetta allo stato dove gli immigrati approdano, si comprende come mai l'ennesima boutade di Bossi sia stata presa come tale non solo dall'Ue ma anche dalla stessa maggioranza.

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di Germano Milite
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