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Accuse per omissioni in atti d'ufficio ed epidemia colposa

Emergenza rifiuti 2008: indagati Iervolino, Bassolino, Pansa e 28 sindaci


Emergenza rifiuti 2008: indagati Iervolino, Bassolino, Pansa e 28 sindaci
08/11/2010, 20:11

NAPOLI – Una lista lunga, tutta di nomi eccellenti. Sono 36 le persone che hanno ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini, per reati gravi come epidemia colposa e omissione in atti d’ufficio, relativamente all’emergenza rifiuti che si abbattè su Napoli nel 2008. Sono in pratica tutti i vertici delle amministrazioni e degli uffici che erano in carica all’epoca dell’emergenza, tra sindaci e commissari straordinari.
Nel lungo elenco figurano Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli, Antonio Bassolino ed Alessandro Pansa, che al tempo dell’emergenza (e fino a pochi mesi fa) erano rispettivamente Governatore della Campania e Prefetto di Napoli; sono stati chiamati in causa in qualità di commissari straordinari ai rifiuti. Insieme a loro, nel calderone sono finiti altri 28 primi cittadini dell’hinterland partenopeo e 6 commissari prefettizi. Oggi sono stati consegnati gli avvisi di chiusura delle indagini, coordinate dalla Procura di Napoli.

Il fascicolo è nelle mani del pm Francesco Curcio, del pool mani pulite coordinato dall’aggiunto Franco Greco. I magistrati, nel corso degli accertamenti, hanno affidato una consulenza a 3 esperti (2 epidemiologi e un medico legale) che hanno monitorato i dati clinici tra il novembre 2007 e il febbraio 2008. I risultati evidenziano un picco di malattie gastroenteriche e cutanee in molti Comuni della provincia di Napoli.

In altre parole, esaminando lo stato di inquinamento dell’aria e dei cibi, oltre che la vendita dei farmaci, è stato riscontrato che ad una maggiore quantità di rifiuti in strada corrisponde un aumento delle malattie. Ad avvalorare la tesi, ci sono i dati relativi ad un comune del Napoletano, dove i sacchetti sono stati rimossi o disinfettati con la calce viva: in quelle zone le malattie sono state di meno.

L’ELENCO – Ecco l’elenco completo degli indagati, composto da coloro che, all’epoca dell’emergenza rifiuti 2008, erano alla guida di amministrazioni comunali o ricoprivano il ruolo di commissario prefettizio: Rosa Russo Iervolino, Antonio Bassolino e Alessandro Pansa (commissari straordinari all’emergenza rifiuti), Giuseppe Barra (sindaco di Cardito), Paolino Buono (sindaco di Barano), Vincenzo Caso (sindaco di Frattaminore), Antonio Coppola (sindaco di Bacoli), Vincenzo Cuomo (sindaco di Portici), Vincenzo D’Ambrosio (sindaco di Casamicciola), Nicola De Mare (sindaco di Arzano), Angelo Di Lorenzo (Grumo Nevano), Giuseppe Ferrandino (Ischia), Domenico Giorgiano (San Giorgio a Cremano), Francesco Paolo Iannuzzi (Monte di Procida), Restituta Irace (Lacco Ameno), Gerardo Lubrano (Procida), Alfonso Noce (Afragola), Daniele Palumbo (Mugnano), Giuseppe Papaccioli (Caivano), Salvatore Perrotta (Marano), Francesco Piemonte (Sant’Antimo), Giacomo Pirozzi (Calvizzano), Francesco Regine (Forio d’Ischia), Francesco Russo (Frattamaggiore), Sauro Secone (Quarto), Antimo Silvestre (Casandrino), Pasquale Sollo (Casavatore), Francesco Taglialatela (Giugliano), Raffaele Topo (Villaricca), Vittorio Alfino e Antonio D’Acunto (commissari straordinari di Melito), Domenico Bagno (commissario straordinario di Pozzuoli), Giorgio Criscuolo (commissario straordinario di Crispano), Gaetano Piccolella (commissario straordinario di Casoria) e Simonetta Zaccaro (commissario straordinario di Qualiano).

LE REAZIONI - Diverse le reazioni. Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, fa sapere «di essere a completa disposizione della magistratura e di non avere nulla da rimproverarsi». Quello di Marano, Salvatore Perrotta, lamenta: «È paradossale: sono accusato per non aver realizzato un sito di trasferenza e per non aver adottato ordinanze contingibili e urgenti nel periodo dall’ 1 novembre 2007 al 15 gennaio 2008. Per lo stesso periodo, però, sono già sotto processo con l’accusa di aver realizzato proprio un sito di trasferenza».

Il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, sottolinea che nella sua città i rifiuti non hanno mai invaso le strade perché, proprio in base ad alcune ordinanze, vennero trasferiti in un sito di stoccaggio temporaneo. Gli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive, chiedere di rilasciare dichiarazioni o di essere interrogati (come Cuomo ha già fatto); successivamente il pm valuterà se chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento degli indagati.

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di Nico Falco
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