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Emergenza rifiuti: I comitati martedi a Roma per difendere Napoli dalle speculazioni


Emergenza rifiuti: I comitati martedi a Roma per difendere Napoli dalle speculazioni
24/06/2011, 12:06

Sotto Montecitorio martedi 28 giugno! Con cinque punti di rivendicazione e un obiettivo: sbloccare il decreto e le risorse che permettano una gestione sostenibile della crisi a Napoli e in Campania, senza stuprare nuovamente territori come Acerra e Caivano e impedendo che qualcuno (al solito) usi la crisi stessa per boicottare le alternative a questo disastro!
I comitati si stanno organizzando: da Chiaiano, Giugliano, Mugnano, dal centro storico di Napoli, dalla zona Vesuviana... e con loro anche il sindacalismo di base. Prevista la partenza di alcuni pullmans per questo presidio che contesta al governo di aver sacrificato Napoli al rapporto con la Lega Nord e di aver attuato una rappresaglia contro la posizione dell'amministrazione comunale che non vuole l'ennesimo inceneritore a Napoli-Est.

“Siamo solidali con i cittadini di Acerra e Caivano perché sappiamo cosa vuol dire veder distrutta la propria terra – commenta Antonio Musella della Rete Commons – ma siamo certi che oggi esista un intreccio di interessi tra i poteri criminali, le lobby inceneritoriste ed il governo Berlusconi a trazione leghista, che vogliono screditare la via delle alternative per difendere i propri profitti”. Le inadempienze di Lavajet, gli operatori che invece di raccogliere rifiuti li spargono in strada sono segnali di trame oscure che si muovono commentano da Commons.
“Le due delibere del Comune di Napoli sono migliorabili in diversi punti, ma rappresentano almeno un tentativo di svolta che forse non sta bene ai signori della crisi” – sottolinea Musella.
Le rivendicazioni - annunciano i comitati - vanno dallo sblocco del decreto governativo per portare i rifiuti tamporaneamente fuori regione a una serie di interventi per finanziare il piano alternativo che non prevede gli inceneritori, la cancellazione dei Cip 6 (vero cancro della crisi campana, perchè permette l'assalto ai fondi pubblici) e la chiusura progressiva di tutte le discariche campane come chiedono le regole della comunità europea.

L'alternativa per uscire dalla crisi è possibile e concreta: "ma è necessario che il Comune di Napoli rispetti i suoi impegni sulla raccolta differenziata in 90 e 180 giorni - commenta Pietro Rinaldi, consigliere comunale vicino alle reti ambientaliste - e al tempo stesso si comincino a costruire finalmente le strutture per uscire dall'emergenza: dai centri di compostaggio agli impianti di trattamento meccanico-manuale a freddo dei rifiuti, che costano molto meno degli inceneritori, inquinano enormemente di meno e creano più posti di lavoro"

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di Redazione
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