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L'area del sisma produce l'1% del Pil italiano

Emilia, le attività produttive rischiano lo stop per 3 mesi

Sono 15 milioni di danni nel distretto agroalimentare

Emilia, le attività produttive rischiano lo stop per 3 mesi
31/05/2012, 11:05

Un sisma nel cuore dell'Emilia Romagna è un terremoto anche per l'economia italiana, che è costretta a rallentare la produzione. "Ho letto anch'io sui giornali di oggi che nella zona dove è localizzato l'epicentro si produce circa l'1% del Pil del nostro Paese - ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi all'Assemblea generale dei soci di Catania ad Aci Castello -. E' chiaro che in quest'area probabilmente assisteremo a un fermo delle attività produttive di alcuni mesi. Credo di tre o quattro mesi". Il simbolo di quanto avvenuto negli ultimi giorni è in quelle forme di Grana Padano tra le macerie, negli edifici delle aziende emiliane crollate. Sono stati colpiti caseifici, stabilimenti di lavorazione della frutta, cantine, aziende per la produzione dell'aceto, magazzini di stagionatura di Grana e Parmigiano, case rurali, stalle, fienili. E poi ancora ci sono macchinari distrutti e animali morti per un totale di 500 milioni di danni, provocati dal terremoto tra le province di Modena, Ferrara, Mantova e Bologna. La Coldiretti ha iniziato a verificare le conseguenze del sisma nei settori della produzione. Sono 15 milioni di danni causati al distretto agroalimentare, un milione le forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano rovinate dopo le ultime scosse. La Coldiretti ha sottolineato anche "un pericoloso rischio idrogeologico nei territori colpiti con danni agli impianti idraulici e frane in alcuni alvei che pregiudicano il regolare deflusso delle acque". Una prima conseguenza di questi danni è stata la sospensione del servizio di irrigazione per un'area della provincia modenese di 26 mila ettari.

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di Emanuele De Lucia
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