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Danni ambientali causati dalla centrale termoelettrica

Enel Porto Tolle, condannati gli ex Ad Tatò e Scaroni

Ai due ex Ad 3 anni di reclusione in primo grado

Nella foto la centrale Porto Tolle
Nella foto la centrale Porto Tolle
01/04/2014, 09:18

ROVIGO – Il processo di primo grado per i danni ambientali causati dalle emissioni della centrale termoelettrica di Porto Tolle, sul delta del Po, si è concluso con una condanna per gli ex vertici Enel, Franco Tatò e Paolo Scaroni e con l’assoluzione dell’attuale amministratore delegato, Fulvio Conti.

Il Tribunale di Rovigo, ha condannato i due ex Ad a 3 anni ciascuno in relazione al reato di disastro ambientale doloso (comma 1 ) ,"per aver messo in atto quelle condotte che mettono in pericolo la comunità".  Il Tribunale ha inoltre stabilito che i due  amministratori delegati  Tatò (1996 al 2002),  e Scaroni, suo successore (2002 al 2005), paghino  una provvisionale complessiva di 430 mila euro suddivisi tra le parti civili (Ministeri dell'ambiente e della salute, la Provincia di Rovigo e alcuni Comuni polesani, le associazioni Legambiente, Italia Nostra, Greenpeace, Wwf).  Tra gli atti depositati il ministero dell'ambiente aveva incluso una ricerca dell'Ispra che stimava in 3,6 miliardi il danno ambientale.

Scaroni ha già annunciato il ricorso in appello: "Sono completamente estraneo alla vicenda e farò immediatamente ricorso" ha detto Scaroni. Sono stupefatto da questa decisione - ha aggiunto -. Come dimostrato dalle difese, la centrale Enel di Porto Tolle ha sempre rispettato gli standard in vigore anche all'epoca dei fatti".

"Considero questa - ha detto in una nota Tatò - una sentenza assurda, che scuote la mia teutonica fiducia nella giustizia. Sono certo che chi gestiva la centrale quindici anni fa ha sempre rispettato le norme: vedremo in appello".

Il Pm aveva chiesto condanne per gli imputati con pene più pesanti per Tatò (7 anni) e Scaroni (5 anni).  

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di Rosario Scavetta
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