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Si è spento il giudice galantuomo

Enzo Albano: quando la toga si fa prestigio


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Enzo Albano: quando la toga si fa prestigio
12/12/2011, 13:12

NAPOLI – ‘Son sempre i migliori che lasciano questo mondo’: con questo adagio popolare si definiscono le persone di prestigio che lasciano anzi tempo questo valle di lacrime per assurgere a miglior vita. Sicuramente il motivetto coincide con la figura di Enzo Albano, presidente del Tribunale di Torre Annunziata che si è spento ieri all’età di 68 anni a seguito di una malattia che non gli ha dato scampo. Uomo di legge con una vasta cultura, Albano viene ricordato dai colleghi come uomo di “raro equilibrio”, nella bonarietà dei sui sguardi per nulla inquisitori. Un “giudice galantuomo”, insomma, come viene ricordato dal presidente del Tribunale di Napoli Alemi che ne racconta il male che lo ha divorato nell’ultimo periodo della sua vita e la grande dignità con la quale il collega ha saputo sopportare gli atroci dolori derivanti dalla malattia. “Un’uomo tutto di un pezzo, come di quelli che oggi non esistono più, una persona onesta”: questo il ricordo di un altro titano della procura partenopea Giovandomenico Lepore, che ne ha esaltato le doti di magistrato e di uomo. Giudice dalla grande umanità e dalla battuta facile, Enzo Albano apparteneva alla nomenclatura giudiziaria partenopea ed alcuni dei suoi processi sono entrati nella letteratura giuridica moderna. Si ricorda in particolare quello sulle grandi opere a seguito del terremoto del 1980 che ha contribuito a fare piena luce sul periodo buio dei finanziamenti dalla legge 219/81. Uomo dai sani principi, Albano ha trascorso la sua intera vita professionale al servizio dello Stato, alla ricerca della verità e della giustizia. Dolore e sconcerto nel mondo della magistratura partenopea, e noi di Julie Italia ci accodiamo al cordoglio che sta giungendo un po da tutte le parti per la scomparsa di un uomo la cui esistenza ha contribuito a rendere la società più sicura.

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di Rosario Lavorgna
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