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Intanto Martone smentisce le accuse fattegli

Eolico: Carboni tentò di influenzare i Pm che indagano sul G8


Eolico: Carboni tentò di influenzare i Pm che indagano sul G8
12/07/2010, 16:07

ROMA - Svela più di quanto era già noto l'ordinanza di custodia cautelare con cui è stato formalizzato l'arresto del faccendiere Flavio Carboni, dell'ex esponente della Dc campana, Pasquale Lombardi e dell'imprenditore napoletano, Arcangelo Martino, nell'ambito dell'inchiesta stralcio sugli appalti per l'eolico. In particolare salta all'occhio la circostanza che l'associazione culturale "Centro studi giuridici per l'integrazione europea Diritti e Libertà", che era controllata indirettamente da esponenti di questo gruppo, avesse organizzato un incontro, nel marzo 2010, a cui erano stati invitati i Pubblici Ministeri che indagano sul G8 e sulla "cricca" legata all'imprenditore Diego Anemone e ad Angelo Balducci. L'incontro poteva servire come mezzo per fare pressioni allo scopo di ammorbidire le posizioni dei magistrati. Poi il tutto fu annullato e non se ne fece niente.
Nel frattempo un'altra delle persone coinvolte nella vicenda, Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione, ha negato - con una lettera aperta indirizzata a Luca Palamara, Presidente dell'Anm - ogni coinvolgimento nella vicenda: "Ribadisco con forza che non ho mai fatto pressioni sui giudici della Corte Costituzionale e che sono completamente estraneo a tutti gli episodi che i giornali hanno tratto dall' ordinanza del Gip", dice nella lettera Martone. E poi, in riferimento ad uno specifico tentativo di avvicinare i giudici della Consulta, aggiunge: "Non sono un frequentatore di salotti e il 23 settembre del 2009 non ho partecipato ad alcuna cena, come da giorni  tento disperatamente di precisare con scarso successo agli organi di stampa".

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di Antonio Rispoli
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