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La procedura sarà valida per redditi superiori ai 5mila euro

Equitalia: stop a pignoramenti di stipendi e pensioni


Equitalia: stop a pignoramenti di stipendi e pensioni
22/04/2013, 18:41

Stop ai pignoramenti sui conti corrente in banca o alle poste, dove vengono versati i soldi di stipendi e pensioni. Lo ha deciso Equitalia con decorrenza immediata stabilendo che la procedura va attivata su datori di lavoro ed enti pensionistici e solo se nel caso in cui il reddito o la pensione in questione superino i 5 mila euro.

Con una nota interna, Equitalia chiarisce che le azioni di pignoramento direttamente sul conto corrente saranno attivabili "solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o l'ente pensionistico e che, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio/pensione risulti pari o superiore a 5.000 euro mensili".

La nota interna si è resa necessaria in seguito alle "problematiche emerse in merito ai pignoramenti e le disposizioni sono con "decorrenza immediata". Per le procedure di pignoramento presso il datore di lavoro o l'ente pensionistico si procederà secondo le tradizionali regole: potrà essere pignorato un decimo dello stipendio sotto i 2.500 euro mensili di reddito, un settimo tra 2.500 e 5.000 euro un quinto sopra questa soglia.

Sempre in tema fiscale, oggi il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha chiarito l'utilizzo da parte del Fisco del redditometro: "Lo useremo soltanto nel caso di evasione spudorata", ha spiegato da Napoli, a margine di un convegno sull'evasione.

Uno strumento che servirà per "colpire coloro che hanno un reddito consumato elevatissimo a fronte di una dichiarazione redditi esigua". Sull'entrata in vigore del redditometro 'semplificato', in serata l'Agenzia ha poi precisato che Befera "non ha mai affermato che a maggio partirà il redditometro semplificato". La scadenza di maggio è invece riferita all'attività di semplificazione degli adempimenti che l'Agenzia sta portando avanti con le associazioni di categoria, tra cui Confindustria".

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di Felice Massimo de Falco
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