Cronaca / Sangue

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La difesa ricorre in appello contro l'ergastolo

Erba, gli avvocati di Olindo e Rosa: "E' tutto da rifare"


Erba, gli avvocati di Olindo e Rosa: 'E' tutto da rifare'
10/04/2009, 21:04

Rosa Bazzi ed Olindo Romano sono innocenti, non hanno commesso il delitto atroce per cui sono stati condannati. E’ la tesi sostenuta dai legali della coppia durante il ricorso in appello per i due coniugi, condannati in primo grado per la strage di Erba.

Secondo Pacia-Schembri e Bordeaux, legali dei due ergastolani, le prove contro i due condannati non reggerebbero. L’unico testimone oculare sarebbe stato indotto a rilasciare quelle confessioni. La confessione, successivamente ritrattata, sarebbe ridicola. E il sangue della vittima, ritrovato sull’automobile di Olindo, sarebbe arrivato lì portato da uno dei tanti soccorritori-operatori presenti quella sera. Inconsistente anche il movente: gli avvocati ritengono che non sia possibile spiegare quella strage con l’odio maturato negli anni nei confronti della famiglia trucidata. Dopo una ricostruzione della vita dei due coniugi (un Olindo quasi da romanzo romantico, che da giovane incontra la sua Rosa e poi la sposa, per amarla come ha dimostrato in tutte le udienze del processo), si arriva alle “intuizioni paranormali”, come sono state definite le deduzioni del luogotenente dei carabinieri Luciano Gallorini, che per primo aveva ipotizzato un coinvolgimento della coppia.

Rosa e Olindo hanno chiesto nuove perizie e l’ammissione di testimoni esclusi in primo grado. Inoltre gli avvocati della coppia hanno proposto una testi alternativa: non sarebbero stati i due a compiere il massacro, ma una o più persone che, in cinque minuti, ammazzano tutti, mettono a soqquadro la casa e poi scappano dal terrazzino dopo aver appiccato le fiamme, allontanandosi prima dell’arrivo di soccorritori e carabinieri. Una tesi, spiegano, che “emerge dalle prove scientifiche, da quelle logiche e da quelle dichiarative”.

Il massacro risale all’11 dicembre del 2006. Raffaella Castagna venne uccisa con spranghe e coltelli. La stessa sorte toccò al suo bambino, Youssef, appena due anni. Uccisa anche Paola Galli, madre di Raffaella. Valeria Cherubini, al posto sbagliato nel momento sbagliato, venne rincorsa e ammazzata. L’unico superstite, Mario Frigerio, venne aggredito e accoltellato alla gola. E’ salvo per miracolo. Poi vennero appiccate le fiamme nell’appartamento ed Olindo Romano e Rosa Bazzi, come è stato ricostruito nel processo di primo grado davanti alla Corte di Assise di Como, si allontanarono per crearsi un alibi. I loro legali, però, sono convinti che sia tutto da rifare, ed hanno espresso le loro motivazioni in 434 pagine di controdeduzioni e ipotesi alternative. “In questo processo, - spiegano, - si dimostra soltanto, fuori da ogni ragionevole dubbio, che senza elementi concreti, senza alcun accertamento tecnico o scientifico, senza nessun elemento probatorio o indiziante, le indagini a carico dei Romano nascono a senso unico, pregiudiziali e prevenute”.

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di Nico Falco
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