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Sequestrata una telecamera a casa di un sorvegliato speciale

Ercolano: arrestata la cugina del capoclan Birra


Ercolano: arrestata la cugina del capoclan Birra
27/01/2010, 13:01

ERCOLANO – Dovrà scontare più di cinque anni di reclusione per droga. E’ stata arrestata ieri dagli agenti del commissariato di polizia di Portici-Ercolano Luisa Sasso, cugina del capoclan Giovanni Birra. I poliziotti hanno stretto le manette ai polsi della donna, 40enne di Ercolano, in esecuzione di un ordine di carcerazione. Il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli condanna la donna ad una pena residua di 5 anni, 5 mesi e 17 giorni con una multa di 27mila euro per reati inerenti gli stupefacenti, commessi ad Ercolano nel febbraio del 2004. La 40enne è stata fermata nel tardo pomeriggio di ieri nella sua abitazione di via Mare, all’altezza di vicoletto Portenti dove si trovava agli arresti domiciliari. Secondo gli inquirenti la donna è parte integrante dell’organizzazione criminale degli Iacomino-Birra da anni in lotta con il clan degli Ascione-Papale per la gestione degli affari illeciti nella città degli scavi. Giovanni Birra soprannominato “a mazza” attualmente si trova in carcere con il regime del 41 bis dopo essere stato condannato per associazione a delinquere. È ritenuto dagli inquirenti il capo del clan Birra-Iacomino, arrestato nell’ambito del blitz Reset del 2007, una maxi operazione che inflisse un duro colpo alle cosche del territorio.
La battaglia di forze dell’ordine, istituzioni e società civile contro la criminalità organizzata non conosce battute d’arresto. Sempre nella giornata di ieri i carabinieri della locale tenenza hanno sequestrato a casa di un pregiudicato sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza un impianto di videosorveglianza. Si tratta di Francesco Durantini, soprannominato “o president” ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan Iacomino-Birra. I militari, coordinati dal tenente Francesco Altieri, hanno provveduto al sequestro della telecamera ad infrarossi collegata ad un televisore ed installata sul balcone della cucina che controllava l’ingresso dell’abitazione dell’uomo in via Pugliano; Durantini è stato denunciato per violazione della misura di sorveglianza speciale che non prevede di tenere telecamere. Si tratta di un sistema spesso utilizzato dagli affiliati per proteggersi da irruzioni delle cosche rivali o delle forze dell’ordine. Segno che è ancora  forte la tensione tra le due fazioni sul territorio. Secondo gli inquirenti Durantini che in passato ha fatto da autista al boss Giovanni Birra ha assunto il controllo del clan dopo l’arresto dei fratelli Savino.  

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di Antonella Losapio
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