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Si nascondeva nell’abitazione di una 40enne

Ercolano: in manette latitante del clan Ascione-Papale


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Ercolano: in manette latitante del clan Ascione-Papale
03/04/2010, 13:04

ERCOLANO - Era ricercato dall’ 8 febbraio 2010, è stato scovato ed arrestato dai carabinieri. Si tratta di Domenico Pugliese, 18enne, ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan Ascione-Papale. Il giovane si nascondeva nell’abitazione di una 40enne, Ernestina Iovine che è finita in manette per il reato di favoreggiamento. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della tenenza di Ercolano in collaborazione con i militari della compagnia di Torre del Greco, agli ordini del capitano Pierluigi Buonuomo. In campo venti militari che la scorsa notte dopo una complessa attività d’indagine hanno fatto irruzione a casa della donna, passando a setaccio le palazzine di via Fosso Grande, sul versante di Ercolano che conduce al Vesuvio, alla ricerca del latitante. I militari da tempo erano sulle tracce di Pugliese, il 18enne si era dato alla fuga dal centro di accoglienza per minori di Casal di Marmo alle porte della capitale, approfittando di un permesso premio. Dallo scorso mese di febbraio il giovane aveva fatto perdere le proprie tracce. Il latitante quando è stato bloccato dai carabinieri aveva con se una pistola, calibro 7 e 65 con matricola abrasa, con colpo in canna. Soprannominato “Batik”, Pugliese che ora dovrà rispondere anche del reato di porto abusivo d’arma, era stato arrestato nel 2008 ancora minorenne e condannato a sei anni di reclusione per estorsione ad un cantiere edile. Il blitz si è concluso con l’arresto di quattro persone. Oltre a Pugliese e Iovine sono finiti in manette anche Vincenzo e Marialuigia Gargiulo, padre e figlia, 40enne incensurata. Vincenzo Gargiulo, 63enne, invece, è ritenuto dagli inquirenti elemento di spicco del clan Ascione-Papale. I due dovranno rispondere dell’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. A casa dei Gargiulo i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 7 dosi di cocaina, materiale utilizzato per il confezionamento della droga e 450 euro in contanti, proventi dell’attività illecita. 

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di Antonella Losapio
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