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Finora risultano circa 40 indagati, coinvolti dipendenti

Esami comprati, bufera alla Federico II


Esami comprati, bufera alla Federico II
07/05/2009, 22:05

Corruzione e falso. E’ questo il reato che muove l’indagine che si svolge tra i banchi dell’Università Federico II di Napoli, facoltà di Giurisprudenza e che finora conta una quarantina di indagati. Si tratta per la maggior parte di studenti, ma ci sono anche due bidelli ed un segretario. Questa mattina gli agenti della Digos, diretti dal vicequestore Antonio Sbordone, hanno eseguito 7 perquisizioni nelle abitazioni di 4 studenti e 3 dipendenti dell’università federiciana. Il periodo preso in esame dagli investigatori risale al 2004, l’indagine è stata avviata lo scorso anno. 

Gli agenti della Digos hanno trovato un valido aiuto proprio nel rettore della facoltà, ovviamente estraneo ai raggiri contestati, che aveva denunciato anomalie riscontrate e segnalate da un bidello. In pratica, gli esami venivano venduti. Il personale universitario intascava del denaro, svariate centinaia di euro, per ogni esame regalato a studenti dalla poca voglia di applicarsi ma dalla tasca piena. Si trattava ovviamente di esami difficili, come Economia politica, Procedura civile, Diritto commerciale, tutti sinonimi di giorni e giorni di studio.

Il falso, secondo le indagini, seguiva una scaletta ben precisa: una volta terminata la seduta d’esame, il bidello sospettato di corruzione aggiungeva il nome dello studente pagante in coda alla ‘camicia’ dove vengono riportati i dati, il voto, nome e firma del professore, nome e firma dello studente. In pratica, risultava che lo studente aveva superato l’esame ma, in realtà, non si era mai presentato.

E’ stata una anomalia, notata da un altro bidello, a far nascere i sospetti. Tra gli indagati, ci sarebbe una studentessa che, più che la laurea in Giurisprudenza, meriterebbe quella in Illecito: 11 esami comprati, tutti importanti e destinati ad essere ovviamente annullati. Per coloro che invece si sono già laureati, una volta confermate le accuse, ovviamente si tratterebbe di tornare sui banchi.

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di Nico Falco
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