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ESCLUSIVA Terremoto Ischia, bimbi estratti vivi dalle macerie: la lettera del padre naturale Guglielmo


ESCLUSIVA Terremoto Ischia, bimbi estratti vivi dalle macerie: la lettera del padre naturale Guglielmo
14/09/2017, 09:18

Diciassette ore interminabili di attesa e l’angoscia che un secondo in più possa essere fatale per salvare i suoi bambini. Le voci dei suoi figli, Guglielmo Marmolo, papà di Ciro,11 anni, e Mattias di 8, i fratellini estratti vivi dalle macerie della casa crollata dopo il terremoto che ha colpito l’Isola di Ischia, le sente da lontano. Guglielmo è impotente, non può fare altro che pregare Dio e credere che non possa finire così. Ammette, nella lettera inviata alla nostra redazione, che avrebbe solo voluto essere accanto ai suoi piccoli e dare conforto, gridare per loro.
Oggi, in queste righe, si confessa. Dice di vivere un momento personale particolare. Guglielmo Marmolo è un papà che ha vissuto momenti forti da non augurare nemmeno al peggior nemico.
Sono le 20.57 di lunedì 21 agosto quando una scossa di magnitudo 4.0, con epicentro nel mare al largo di Ischia, abbatte diverse case e imprigiona sotto le macerie una intera famiglia, quella di Guglielmo. Poi la corsa contro il tempo. Si inizia a scavare. Alle 11 del mattino viene portato in salvo Mattias, per Ciro si attenderanno le 13. Tutti grideranno al miracolo.
Dopo quasi un mese da quell’incubo, Guglielmo Marmolo scrive questa lettera per ringraziare ancora tutti i soccorritori, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Protezione Civile, e gli ischitani che non hanno mai abbandonato lui e la sua famiglia. Anche la Chiesa gli ha offerto una casa. Guglielmo è pronto a ricominciare e a dimenticare quelle lunghe ore di angoscia, augurandosi che la sua vicenda non “finisca nel dimenticatoio, perché tante sono le cose da affrontare”, tra cui anche cercare un lavoro. E conclude sollecitando le istituzioni a non abbandonare le famiglie, gli ischitani e gli italiani tutti vittime delle calamità naturali.

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di Fabiana Zollo
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