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Si teme che il bilancio possa salire: sono 2 i dispersi

Esplosione in fabbrica di fuochi artificiali: 6 vittime

Tra i deceduti il titolare dell’azienda e due suoi figli

Esplosione in fabbrica di fuochi artificiali: 6 vittime
12/09/2011, 21:09

SORA (FROSINONE) - Gigantesca esplosione, nel primo pomeriggio, all'interno della ditta Cancelli di Carnelio di Sora, in provincia di Frosinone. SI tratta di una ditta che produce fuochi d'artificio.
Il bilancio finora è però tragico: almeno cinque morti (ma l'AdnKronos riferisce di sei persone uccise); tutte persone che lavoravano all'interno della fabbrica. Tra esse anche il titolare, Claudio Cancelli, 65 anni, e i suoi due figli, Gianni e Giuseppe di 42 e 45 anni. Deceduti anche due clienti e un operaio, Franco Lorini, Enrico Battista e Giulio Campoli.
Sul posto sono arrivati immediatamente i soccorsi: sei ambulanze, diversi mezzi dei Vigili del Fuoco, Polizia, anche un elicottero per un eventuale elisoccorso, che allo stato non sembra utile.
Ignote le cause dell'esplosione che ha dato origine all'incendio che ha devastato l'edificio. Specifici approfondimenti probatori verranno fatti dopo lo spegnimento di tutti i focolai di incendio.

AGGIORNAMENTO ALLE ORE 21:06
È ufficiale: le vittime di questa tragedia consumatasi nel Frusinate sono sei. L’ultima è stata individuata intorno alle 18, dopo circa tre ore dal tremendo scoppio avvenuto in via Sant’Altissimo. Si teme, inoltre, che il bilancio dei morti possa salire a otto, dal momento che, oltre alle sei salme, ci sarebbero due dispersi che erano lì, secondo i testimoni, al momento dello scoppio, perché stavano caricando materiale pirotecnico. “Sembrava l’inferno, una scena raccapricciante. Le fiamme hanno attaccato anche il bosco”: con queste parole il vicesindaco di Arpino, Pierpaolo Gradogna, tra i primi ad arrivare sul posto, commenta quanto accaduto nella fabbrica di fuochi artificiali, che da diversi anni si occupava di curare i giochi pirotecnici di tutte le feste della zona.
La fabbrica è stata completamente demolita: l’esplosione, infatti, ha distrutto due dei suoi tre capannoni, dilaniando i corpi delle vittime. Drammatico lo scenario, che come spesso avviene in questi casi, emerge dal racconto dei testimoni oculari: “Macchine accartocciate, mura crepate, blocchi di tufo e cemento a decine di metri dall’edificio. La fabbrica è stata quasi del tutto rasa al suolo – descrive infatti un altro testimone, l’assessore di Arpino, Antonio Venditti”.
Questo grave incidente fa nell’immediato riesplodere le polemiche sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. Nel maggio del 2000 a Veroli, sempre nel frusinate,si era registrato un incidente simile. A poca distanza dall’abbazia di Casamari, esplose una fabbrica di fuochi pirotecnici che provocò tre morti. Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, chiede di fare piena luce sulla dinamica dell’incidente. “Attendiamo che sia fatta luce sulla dinamica e le cause di quanto accaduto - dice -, la nostra vicinanza va ai familiari e a tutta la comunità del frusinate, in questo momento di grande dolore”. Messaggio di cordoglio condiviso anche dal presidente del Senato Renato Schifani.

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di Antonio Rispoli e Antonio Formisano
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