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L'IdV insorge, così si riducono i posti in Italia

Esternalizzazione Telecom: no dei lavoratori


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Esternalizzazione Telecom: no dei lavoratori
12/01/2011, 14:01

NAPOLI – Esternalizzare i mercati vuol dire ridurre i posti di lavoro. Vuol dire creare nuovi precari che non sapranno cosa accadrà loro in futuro. Vuol dire soprattutto destinare un comparto della produzione ad un altro mercato, dando un duro colpo alle logiche economiche del paese. A dirlo, i rappresentanti di Italia dei Valori che si sono riuniti ieri attorno al tavolo dell’incontro “Telecom esterna lizza l’informatica. I lavoratori si difendono”.
Al centro del dibattito, l’idea dell’azienda di non procedere alla vendita della SSC, la società controllata al 100% che si occupa di parte dell’informatica dell’azienda, ma di crearne una più grande con 2200 informatici oggi dipendenti di Telecom, che in questo modo verrebbero esternalizzati. “In Italia le politiche di esternalizzazione sono diventate il principale strumento attraverso cui si attuano gravi forme di speculazione sociale che gravano sull’economia e sul lavoro” – si legge in un comunicato diffuso ieri da Lidia Undiemi, responsabile per Italia dei Valori di un progetto apposito – “Queste strategie si sono sviluppate prevalentemente nel settore delle telecomunicazioni e adesso sono sfacciatamente utilizzate in ambito Fiat, di cui Pomigliano rappresenta il caso più eclatante”. Dello stesso avviso anche l’avvocato lavorista Ernesto Cirillo, che ha sottolineato la necessità di creare risposte concrete e diverse rispetto al problema.
Insomma, secondo i rappresentanti presenti ieri, quelle utilizzate da Telecom sono tutte strategie volte a negare l’applicazione delle leggi vigenti.

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di Ornella d'Anna
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