Cronaca / Soldi

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Preso anche Vincenzo Palazzo, il referente del clan

Estorsione, 15 arresti tra le fila dei Sarno


Estorsione, 15 arresti tra le fila dei Sarno
16/06/2009, 18:06

E’ cominciata stamane l’operazione della Squadra Mobile della Questura di Napoli, su provvedimento di fermo della Direzione distrettuale antimafia, che ha fatto scattare le manette ai polsi di 15 persone, ritenute affiliate al clan Sarno. Gli arrestati sono accusati di far parte di una associazione per delinquere di stampo camorristico dedita prevalentemente all’attività estorsiva ai danni dei commercianti nella zona del Mercato. Si tratta di quattordici uomini e di una donna.
Le indagini sono scaturite verso la fine dello scorso anno, al seguito di alcuni episodi criminosi verificatisi nella zona del Mercato, a pochi passi dal porto di Napoli. Il coordinatore della Dda per l’area napoletana, Alessandro Pennasilico, ha spiegato che “nel corso delle investigazioni è emerso che all’indomani della scarcerazione del pregiudicato Palazzo Vincenzo, a cui nel provvedimento eseguito oggi è contestato il ruolo di promotore di una associazione a delinquere di stampo mafioso, gli equilibri della zona del Mercato erano stati oggetto di un profondo mutamento”. In altre parole Palazzo, una volta riconquistata la libertà, si era lanciato alla conquista del quartiere, imponendo le tangenti ai commercianti e provocando un significativo squilibrio tra gli equilibri camorristici. Vincenzo Palazzo, ritenuto un boss della zona Mercato, aveva cercato di approfittare dell’assenza sul quartiere del clan Mazzarella (i cui vertici sono tutti in carcere) e, potendo contare sull’appoggio dei Sarno e considerato il loro referente nell’area, ha provato a colmare il vuoto di potere che le recenti operazioni delle forze dell’ordine avevano creato.
Palazzo è accusato di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione, detenzione illegale di armi e contraffazione dvd, anche se gli inquirenti hanno accertato che la fonte migliore di guadagno era costituita proprio dalle estorsioni. Le tangenti imposte, per cifre che andavano dai 20mila ai 25mila euro, rappresentavano la solida base economica del sodalizio criminale, con continui introiti da reinvestire in altre attività, illecite o legali. Nemmeno i parcheggiatori abusivi della zona potevano esimersi dal pagare la ‘tassa della tranquillità’ ai Sarno, ma anche a loro le entrate erano garantite: cento euro al mese consegnati dai residenti, anche da coloro ai quali un posto auto era stato assegnato dal Comune di Napoli. L’unica donna arrestata è la convivente di Palazzo, che secondo l’accusa partecipava alle estorsioni sostituendo il compagno durante la detenzione. Contro il clan Sarno era stata compiuta, appena tre settimane fa, una operazione interforze durante la quale erano state arrestate 64 persone.

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di Nico Falco
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