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84 ordinanze, misure anche per Beneduce e Longobardi

Estorsione e spaccio, maxiblitz contro la camorra di Pozzuoli


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Estorsione e spaccio, maxiblitz contro la camorra di Pozzuoli
24/06/2010, 07:06

NAPOLI – Associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, estorsioni, traffico e spaccio di stupefacenti. Questi i reati che hanno portato al maxiblitz scattato questa notte a Pozzuoli, ad opera dei carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Ottantasei
ordinanze di custodia contro i vertici della ‘famiglia’ camorristica dei Longobardi-Beneduce, egemoni nell’area flegrea di Pozzuoli. Ordinanza anche per i capi storici dei due clan, entrambi attualmente detenuti: Gennaro Longobardi, arrestato nell’aprile 2009, e Gaetano Beneduce, preso il 28 settembre dello stesso anno.

Le indagini, che sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e riguardano il periodo compreso tra il 2004 ed il 2009, hanno fatto luce sugli interessi del clan, capace di accaparrarsi il sempre redditizio settore del racket e di gestire diverse piazze di spaccio nella zona.
I carabinieri hanno inoltre documentato un nuovo tassello del mosaico criminale del Napoletano: è risultato che, nei giochi di potere della camorra, i Longobardi avevano stretto un’alleanza con il potente clan Sarno, egemone a Ponticelli ma con interessi anche negli altri quartieri napoletani ed in provincia, mentre i Beneduce sono rimasti quasi isolati. 

Tra i soggetti destinatari del provvedimento, sono diversi i nomi che spiccano conseguentemente alla posizione ricoperta nell’organizzazione. Innanzitutto, va sottolineato che quella notificata oggi a Gaetano Beneduce è la prima ordinanza che lo vede in qualità di capo e di promotore della misura cautelare per il reato ex art. 416 bis del codice penale.
Tra gli arrestati, gli elementi di vertice sono: Ferdinando Aulitto (attivo nel settore delle estorsioni), Antonio Cerrone (fratello di Salvatore e titolare di imprese commerciali), Sergio Covone (gestore del ristorante Plinius e attivo nel settore degli stupefacenti), Ciro De Felice (fratello del collaboratore di giustizia e killer del clan), Umberto De Simone (cassiere dei Beneduce e uomo di fiducia del clan), Francesco Saverio Di Costanzo (storico capozona di via Napoli), Tommaso Donnarumma (titolare di una gioielleria a Monteruscello e già coinvolto nell’indagine sul favoreggiamento di Luongo), Raffaele Festante e Massimiliano Testa (capizona della piazza di spaccio del rione Toiano), Antonio Luongo (definito come pericoloso killer, prima braccio destro di Beneduce e successivamente di Pagliuca), Ferdinando Marcellino (imprenditore edile anche destinatario di subappalti della Giustino Costruzioni), Giacomo Russolillo (affiliato storico, con mansioni organizzative e di supporto dei capi), Giampaolo Villano (killer originario di Quarto), Giuseppe Trincone e Alessandro Iannone (già precedentemente arrestati nel corso del blitz al mercato ittico), Adriano Gaudino (nipote di Gennaro Longobardi), Rosario Beneduce e Massimiliano Beneduce (figli del capoclan Gaetano), Salvatore Pagliuca e la moglie Partorina Arcone e Salvatore Pagliuca (protagonisti dell’alleanza con il clan Sarno), Giancarlo Bucci (gestore di un ormeggio di imbarcazioni e rappresentante del Consorzio Nautico Flegreo, imputato per concorso in una estorsione nei confronti del concorrente Antimo Carnevale).

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di Nico Falco
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