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Mesi di indagini al Commissariato di Alcamo

Estorsioni, usura e droga: 13 arresti


Estorsioni, usura e droga: 13 arresti
26/07/2010, 19:07

TRAPANI – Gli Agenti del Commissariato di Polizia di Alcamo (Trapani), in collaborazione con personale del Commissariato di Castellammare del Golfo e della Questura di Trapani, hanno dato esecuzione nella notte a 13 provvedimenti, emessi dal gip del Tribunale di Trapani, che dispongono l'applicazione di misure cautelari. L''operazione, denominata 'Black Jackal', ha permesso di appurare che i proventi dell'attivita' delittuosa erano finalizzati a finanziare un traffico di sostanze stupefacenti. Sono stati tratti in arresto per furti nei villini di vacanza, spaccio di cocaina e hashish, ma anche estorsioni aggravate.
Questi sono i reati, tutti commessi nella zona del trapanese e del palermitano nel 2009 che stanno in queste ore portando in carcere 13 pregiudicati di Partinico (Palermo), Alcamo e Castellammare del Golfo (Trapani). Altri due indagati sono stati destinatari di perquisizioni e contestuale notifica di informazioni di garanzia. Le indagini, anche grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno permesso di appurare che il provento dell'attività era finalizzato a finanziare un traffico di cocaina e hashish.
A conclusione delle indagini, durate circa quattro mesi, sono state denunciate complessivamente diciannove persone, di cui due minorenni.
In particolare, sono state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per Azize Lekhouidi, Cristoforo Appresti, Carlo Barbera, Leo Lo Monaco, Gioacchino Lo Monaco, tutti pregiudicati. Sono stati disposti gli arresti domiciliari, invece, per Francesco Bittordo e Francesca Palmeri, mentre per le altre sei persone e' stato stabilito l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: Liborio Baglio, Giancarlo Leto, Giovanni Leto, Giacomo Tarantola, Gianfranco Gatto e Francesco Zappato.
Sono emerse chiaramente le figure centrali di Lekhouidi e di Palmeri, che hanno costituito il riferimento di una fitta schiera di malviventi responsabili dei furti di svariati beni: trattori, motozappe, utensili agricoli, animali da caccia, prodotti ortofrutticoli.
La banda era dedita anche alle estorsioni realizzate con il sistema del 'cavallo di ritorno'.
Il denaro ricavato con furti ed estorsioni veniva poi reinvestito nel traffico di stupefacenti, del tipo cocaina e hashish sempre nelle province di Trapani e Palermo.


 

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di Elisabetta Froncillo
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