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Eurostat: i bamboccioni? Sono più maschi che femmine


Eurostat: i bamboccioni? Sono più maschi che femmine
08/10/2010, 16:10

Un sondaggio Eurostat dimostra come i giovani che restano in famiglia sono più spesso uomini che donne. Facendo una media europea, nella fascia di età da 25 a 34 anni, gli uomini che restano a casa sono il 32%, mentre le donne solo il 20%.
Naturalmente con le ovvie differenze da Stato a Stato. Nei Paesi nordici, dove si guadagna l'indipendenza economica molto presto, donne tra i 25 e i 34 anni in casa quasi non ce ne sono, perchè raggiungono a mala pena l'1% in Danimarca, contro il 3% degli uomini; il 2% in Norvegia contro l'8% di uomini; il 2% anche in Svezia contro il 4% degli uomini. Nell'Europa dell'Est le percentuali salgono, pur mantenendo queste differenze: in Bulgaria ben il 31,2% delle donne vicono con i genitori, ma anche il 61,4% degli uomini. Simili percentuali si trovano in Slovenia (38% donne, 60,3% uomini), Grecia (rispettivamente 35,9% e 55,7%), Slovacchia (41,6% e 55,6%). l'Italia si trova in media: 32,7% tra le donne, 47,7% tra gli uomini.
Come mai questa differenza? I motivi sono diversi. Innanzitutto l'indipendenza: la vita del figlio maschio ha meno obblighi e spesso meno pressione di quella che i genitori esercitano sulle figlie femmine; che quindi sono più incentivate ad andare via. Poi c'è la differenza di approccio alla famiglia: l'uomo non si stacca dalla sua famiglia di origine se non è economicamente capace di mantenere la futura famiglia; per la donna non c'è lo stesso obbligo, nella nostra società. Spesso infatti se ne vanno di casa anche quando non sono economicamente indipendenti, perchè si appoggiano all'uomo. E quindi i due motivi finiscono per collegarsi

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di Antonio Rispoli
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