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L’obiettivo è sensibilizzare sulla legge

Eutanasia, il video dei radicali: “Cerchiamo malati terminali”


Eutanasia, il video dei radicali: “Cerchiamo malati terminali”
05/10/2012, 10:58

ROMA - “A.A.A: Cerchiamo malati terminali”. E’ il titolo della campagna sul tema dell'eutanasia, lanciata dai radicali dell'associazione Luca Coscioni. Nello spot compare un letto vuoto, con una troupe che sta per girare il film “Eutanasia legale”. Quando parte il ciack la voce in sottofondo chiede, a chi vuole essere attore protagonista, di farsi vivo. Il video verrà proposto a tutte le televisioni, e farà parte di una campagna, lanciata in occasione del congresso dell'associazione che si tiene a Milano il 6 e 7 ottobre, che coinvolgerà anche i social network e altri media come i free press e i giornali di annunci.

“Noi riceviamo già almeno una telefonata al giorno di persone che ci chiedono informazioni su come andare in Svizzera o in Olanda a morire - ha spiegato Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni - le storie reali che verranno fuori saranno divulgate attraverso dei video. Ci auguriamo che emergano anche storie sull'eutanasia sommersa che c'è negli ospedali italiani e su cui il Parlamento non ha mai voluto fare un'indagine conoscitiva”.

Ma non tutti hanno apprezzato il video e la campagna. C’è chi considera la campagna volutamente scandalosa e sgradevole. Non si fanno intimorire, però, i promotori della campagna che spiegano il motivo della realizzazione di uno spot così duro. “L’obiettivo è sensibilizzare su una brutta legge sull'eutanasia, che se approvata provocherebbe l'annientamento della libertà di scelta di tutti i cittadini”.

L’associazione Luca Coscioni, inoltre, a sentirela Gallo è pronta a raccogliere le firme per una legge di iniziativa popolare sull'eutanasia, anche perché le indagini Istat dicono che più di metà degli italiani sarebbe d'accordo.

Di ben altro parere la parlamentare Eugenia Roccella, secondo cui l'annuncio mortifero dei Radicali non credo troverà entusiastiche adesioni di massa. “I malati, terminali o no – dice - chiedono piuttosto sostegno, vicinanza, sollievo dalle sofferenze, insomma, cure”.

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di Rossella Marino
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