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Ipotesi reato di dichiarazione infedele

Evasione fiscale, si indaga su Bulgari


Evasione fiscale, si indaga su Bulgari
31/12/2012, 10:27

I controlli della Guardia di Finanza si fanno sempre più intensi e – questa volta – a rischiare guai seri è Bulgari, ultimo gioiello acquisito dalla holding francese Luis Vuitton. Per il famoso marchio, la procura di Roma – che ha aperto un’inchiesta – ipotizza il reato di dichiarazione infedele e omessa presentazione della dichiarazione, previsti dal testo unico sui reati tributari. Il sospetto è che al fisco italiano siano stati sottratti circa 70 milioni di euro di imposte non versate.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti da parte delle fiamme gialle, gli utili di Bulgari sarebbero stati “esterovestiti” per sottrarli al fisco italiano, facendoli transitare su una serie di società basate in Irlanda e Lussemburgo. Entrambi i paesi scelti, che potrebbero non essere gli unici, hanno una tassazione agevolata. Mandando all’estero gli utili e lasciando in Italia solo le perdite, Bulgari sarebbe riuscito a risparmiare circa 70 milioni di euro non versati al fisco italiano.
L’indagine è partita come controllo ordinario, basato sull’andamento del noto marchio. La recente storia della società ha fatto notizia più volte negli ultimi due anni. Nel marzo del 2011 Bulgari è stata acquistata con un investimento di un miliardo e quattrocento milioni di euro pagati da Lvmh per ottenere il 98 per cento delle azioni. E a giugno scorso, alla chiusura semestrale, si parlava di un bilancio, da parte della Luis Vuitton Moet Hennessy pari a 2.659 milioni di euro.
Elementi ancora oggetto di valutazione appaiono anche nella relazione semestrale del giugno 2011 reperibile on line. Costi operativi per 245,6 milioni di euro, spese pubblicitarie che arrivano a 58 milioni di euro e un dividendo di peso visto che, dice la relazione, “sulla posizione finanziaria ha inciso la distribuzione di dividendi per 36,2 milioni di euro, avvenuta nel corso del maggio 2011 (15,1 milioni di euro nello stesso periodo del 2010)”. I conti finali sfiorano i 10 milioni: “Il risultato netto del gruppo è stato pari a 9,1 milioni di euro, in forte miglioramento rispetto alla perdita di 7,7 milioni di euro riportata nel primo semestre 2010”. Le verifiche da parte della GdF si sono protratte per tutto il mese di dicembre e si sono  concluse con una relazione consegnata al procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani pochi giorni prima di Natale. Iscritti i reati, ora potrebbero arrivare interrogatori e nuove valutazioni.

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di Erika Noschese
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