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In nero il 60 % di colf, falegnami e idraulici

Evasione fiscale: tra i professionisti maglia nera agli avvocati


Evasione fiscale: tra i professionisti maglia nera agli avvocati
03/10/2012, 20:57

Colf, badanti e babysitter, insieme ai professori impegnati nelle ripetizioni private, artigiani, dentisti e specialisti campioni dell’evasione fiscale insieme ai ristoratori, commercianti, bagnini e avvocati, primi tra i professionisti. È questo il quadro che emerge dal terzo rapporto Eures 2012 sul'evasione fiscale in Italia.
Ben 52 categorie di lavoratori finite nel mirino delle indagini, i cui comportamenti "fiscali" sono stati analizzati basandosi su un campione casuale di 1.225 italiani di 19 regioni, 94 province e 367 comuni.
Per alcune professioni e mestieri, il fenomeno evasione registra una forte crescita, come nel caso dei docenti che impartiscono le ripetizioni (in nero l'89% delle prestazioni contro il 79,4% del 2007 e il 69,4% del 2004) e dei dentisti (34% nel 2012, il 27,7% nel nel 2004) e medici specialisti (34%, il 25,5% del 2004).
Più del 60% le prestazioni non regolarmente fatturate  dai giardinieri (67,3%), falegnami (62,8%), idraulici (62%), fabbri (60,2%) e i muratori (60,1%),  senza tralasciare tappezzieri elettricisti e pavimentisti.
Anche la ristorazione non è da meno: al primo posto tra gli evasori si collocano i bar, seguiti da ristoranti, pub e pizzerie e da rosticcerie e pizzerie al taglio.
Tra i liberi professionisti, campioni di evasione, ci sono gli avvocati, i quali sono ritenuti responsabili di omesso rilascio della fattura o della ricevuta nel 42,7% dei casi. A questi si aggiungono poi geometri (40,2%), psicologi e psichiatri (40%), architetti (38,7%), dietologi (38%), medici specialisti e dentisti, commercialisti, veterinari e notai.
Per questi evasori fiscali, ben 7 italiani su 10 sono favorevoli al carcere, quota che si riflette sulla generalizzata sfiducia nell'azione di contrasto del governo, definita “inefficace” dal 63% degli intervistati. Negativo anche il giudizio sull'operato di Equitalia rapporto (55% degli intervistati), a prescindere dall'area geografica di appartenenza (60,6% al Centro, 54,5% al Nord e 51,9% al Sud), raccogliendo le più forti adesioni tra i lavoratori autonomi (67,2% dei giudizi negativi) e tra i disoccupati (66,7%).

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di Erika Noschese
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