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Risarcimento di 70mila euro per i familiari

Evirato all’obitorio nella notte di halloween. Condannato comune di Milano


Evirato all’obitorio nella notte di halloween. Condannato comune di Milano
03/10/2013, 19:12

Era l’anno 2006 quando, la notte di halloween, qualcuno mai identificato, entra in un obitorio milanese e – con un bisturi – asporta i genitali di un cadavere. Ora, il comune di Milano dovrà sborsare 70 mila euro per risarcire il padre ed il fratello dell’uomo evirato perché il Tribunale Civile ha stabilito che il luogo dove è accaduto l’atroce fatto è di proprietà del comune. Una sentenza senza precedenti che - scrive il giudice Damiano Spera nel dispositivo - "riconosce la lesione del diritto inviolabile al rispetto e alla pietas verso la salma del congiunto". Nel mese di ottobre del 2006, un uomo di 47 anni viene trovato morto in casa, per cause naturali. Il corpo senza vita viene trasportato nell'obitorio di via Ponzio a Milano per 36 ore. La macabra scoperta viene fatta dall’Istituto di Medicina Legale che avrebbero dovuto effettuare l’autopsia sul corpo del 47enne. Si apre un'indagine penale per vilipendio del cadavere a carico di ignoti che termina con l'archiviazione vista l'impossibilità di identificare l'autore del gesto efferato. Dall’inchiesta emerge che la telecamera di sorveglianza interne non era in grado di registrare mentre l’altra era addirittura rotta. Inoltre, sia la porta della sala di osservazione sia quelle del seminterrato dove si trovano le celle frigorifere erano aperte. Per tali ragioni, il comune di Milano è stato condannato in sede civile, in quanto ritenuto responsabile di avere violato gli obblighi di custodia della salma e di non avere assicurato la conservazione del cadavere. Il giudice ha quantificato in 70 mila il danno, tenendo conto anche "della risonanza che l'episodio ha avuto sulla stampa" e della "particolare intensità della sofferenza psichica subita dagli attori al momento della scoperta" e "dell'inevitabile protrarsi della stessa per tutta la vita, ogni volta che verrà ricordato l'episodio". 

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di Erika Noschese
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