Cronaca / Sanità

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Ai domiciliari l’ex manager e un dirigente

Ex Asl 5: arresti, avvisi di garanzia e perquisizioni


Ex Asl 5: arresti, avvisi di garanzia e perquisizioni
23/12/2009, 13:12

CASTELLAMMARE DI STABIA - Arresti, avvisi di garanzia e perquisizioni: è il bilancio dell’inchiesta sull’ex Asl Napoli 5, attualmente Asl Napoli Sud, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Dopo tre anni di indagini, questa mattina i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria di Torre Annunziata hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dell’ex direttore generale dell’ex Asl Napoli 5 Gennaro D’Auria e di un dirigente dell’Asl Giuseppe Porcaro.  Si tratta di provvedimenti emessi dal gip presso il Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura della Repubblica. I due funzionari dovranno ora rispondere dell’accusa di violenza privata aggravata dalla qualifica di pubblico ufficiale ai danni di numerosi operatori privati del settore sanitario come farmacisti, titolari di centri provvisoriamente accreditati. Porcaro è indagato anche per una tentata truffa ai danni di un titolare di uno studio dentistico della Penisola sorrentina. Secondo il procuratore aggiunto Raffaele Marino: “Le indagini hanno consentito di appurare l’esistenza all’interno dell’ex Asl Napoli 5, di due centri di potere contrapposti che si sono fronteggiati con mezzi illeciti per accaparrarsi le risorse economiche dell’Asl Napoli 5”. “Il dato che è emerso - fa sapere la procura guidata da Diego Marmo - è il costante impegno di gran parte dei fondi, che dovrebbero essere utilizzati per l'erogazione dei servizi sanitari, per il pagamento di indennità non dovute, di prestazioni che sono di scarsa qualità, di interessi, di spese legali, di onorari agli avvocati e per le forniture di servizi resi solo in parte". Dalle indagini è emerso che D'Auria e Porcaro avevano creato “un clima di diffuso timore tra vari operatori privati creditori dell’Asl inducendo alcuni di essi a revocare indebitamente il mandato alle liti conferito all’avvocato Giuseppe Ruocco (tra gli indagati) o ad altro legale per intentare azioni di recupero credito nei confronti dell’Asl”. Secondo l’accusa D’Auria, con la collaborazione della responsabile della Ragioneria, “non effettuava pagamenti a favore dei creditori che avevano in corso procedure giudiziarie, soprattutto esecutive e monitorie, contro l'Asl Napoli 5 anche quando il credito era certo, liquido ed esigibile e l'ente aveva sufficiente liquidità e ponendo in pagamento solo le fatture presentate da coloro che non avevano intentato procedure di tipo contenzioso o che vi avevano rinuncia”. Secondo la Procura, inoltre, D'Auria e Porcaro, “avvalendosi della collaborazione del servizio ispettivo centrale della Regione Campania, nella persona del responsabile, Lorenzo Labate, effettuavano una serie di ispezioni nei confronti di titolari di laboratori e farmacie che avevano intentato procedure giudiziarie contro l'Asl. Ispezioni condotte in maniera illegittima e vessatoria che oltre a intimorire i singoli centri si caratterizzavano per la loro "esemplarità" anche nei confronti degli operatori non direttamente colpiti inducendo così svariate persone a revocare il mandato all'avvocato Rocco”.

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di Redazione
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