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Sopralluogo della commissione Ecomafie e bonifiche

Ex discarica di Pianura, Amato: ''Un inferno''


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Ex discarica di Pianura, Amato: ''Un inferno''
10/12/2010, 16:12

NAPOLI - «Il Procuratore Lepore sbagliava, a Pianura non c’è una bomba ecologia, ce ne sono diverse ed iniziano ad esplodere con i loro risultati di morte e distruzione» è il primo commento di Antonio Amato, Presidente della Commissione Regionale su ecomafie e bonifiche ambientali che oggi si è recata in sopralluogo a Pianura a partire dall’ex discarica Difrabi. Oltre ad Amato c’erano i consiglieri regionali Mafalda Amente e Corrado Gabriele, il Presidente della Municipalità Fabio Tirelli, il Presidente di LegAmbiente Campania Raffaele Del Giudice, un delegato dell’assessorato regionale all’ambiente. Pur invitato nelle figure del Sindaco, dell’assessore Giacomelli e dell’Assessore Scotti era invece assente il comune di Napoli «Registriamo l’assenza del comune come dato negativo» afferma Amato «avranno avuto altre emergenze. Di certo noi abbiamo visitato un inferno fatto di centinaia di persone che muoiono per tumore, pecore sequestrate ed abbattute, fumi che si sollevano da discariche abusive, nuovi sversamenti che continuano a via Spadari». A confermare il flusso di nuovi sversamenti illegali nella “zona del barone” lo stesso Presidente della Municipalità Tirelli: «Nel tempo abbiamo posto diversi ostacoli per impedire l’accesso alla zona, ma più volte sono stati divelti. E come è visibile ad occhio nudo oggi gli sversamenti continuano» E gli sversamenti di via Spadari, posti in una lingua di terra tra due pareti rocciose, lentamente scendono a valle «Il rischio idrogeologico è elevatissimo» afferma Amato «Qui manca ancora un qualsivoglia impianto fognario mentre si continuano pure a utilizzare i pozzi per le coltivazioni nonostante i dati inquietanti. Abbiamo inoltre appreso dai cittadini che, evidentemente approfittando della situazione di emergenza, tornano nella zona di Pisani camion che non si sa cosa portano e non si sa dove sversano. Purtroppo, però, anche in una zona così complessa mancano i dovuti controlli e, sinceramente, si ha pure l’impressione di sbattere contro un muro di gomma». Anche il presidente Tirelli denuncia l’impossibilità di avere notizie certe «La Municipalità si è costituita parte civile, ma abbiamo la necessità di dare risposte certe ai cittadini soprattutto per quanto riguarda la loro salute. Eppure, alle richieste rivolte ad ASL e Procura, ad oggi, non ci è giunta alcuna risposta. Addirittura non sappiamo perché dopo il sequestro di un intero gregge di pecore queste siano poi state abbattute». La Commissione si è recata innanzitutto alla Difrabi, dove ha visitato anche l’impianto di produzione elettrica attraverso il biogas ed ha appreso dal responsabile della Elektrica, l’ing. Stefano Pisani che «ci sono stati tavoli tecnici per la bonifica al Ministero dell’Ambiente, ma fino ad oggi, pur essendo parte interessata, non siamo stati interpellati. Ora sembra ci chiameranno per il prossimo a gennaio, porteremo la nostra idea di realizzare coltivazioni di girasole e colza non destinati al ciclo alimentare e destinati a centrale di biomasse». Sulla ex Difrabi e l’area circostante Amato ha espresso la necessità di «recuperare tutti i dati delle indagini svolte, innanzitutto dall’ARPAC, e le relazioni dei periti giudiziari. Al di là della complessa vicenda giudiziaria, c’è la necessità di fare chiarezza ed avviare una vera operazione trasparenza. Lì ci sono diverse discariche, e in molte è stato sversato di tutto, ricoperto spesso con terra mischiata ai residui di vernici. C’è la necessità di partecipare ai tavoli ministeriali per capire quali sono i progetti di bonifica. Qui non si può più continuare a lasciar morire la gente senza far nulla. I risultati di 20 anni di scarichi illegali si iniziano a vedere oggi sulla pelle dei cittadini» dice ancora Amato «ed i picchi di morbilità e mortalità potrebbero aumentare nei prossimi anni. E si faccia questo benedetto registro regionale sui tumori, e si pattugli l’intera area per bloccare nuovi sversamenti». Scioccante la visita alla cosiddetta discarica “Casella” «Tonnellate di terra a coprire ogni genere di rifiuti che continuano a generare incendi, l’ultimo a settembre, senza alcuno sfiatatoio di biogas, un ordigno ad orologeria» continua Amato «Miasmi che si alzano e pezzi di terra che si sfaldano e lasciano uscire fumi nauseabondi. Pianura» conclude il presidente della Commissione «è un’assoluta priorità da affrontare con Ministero, Assessore Regionale e tutte le altre autorità competenti. Di certo, fino ad oggi l’individuazione come Sito di Interesse Nazionale non è servita a molto. Ora servono chiarezza e risposte reali»

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di Redazione
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