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I 25 manifestanti pronti a boicottare l’evento

Ex Peroni, sit in davanti ai cancelli contro il teatro


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Ex Peroni, sit in davanti ai cancelli contro il teatro
17/04/2010, 05:04

NAPOLI – Continua il sit in degli ex dipendenti della Peroni, davanti ai cancelli dello stabilimento in via Madonna dell’Arco, a Miano. Una delegazione di loro è in presidio permanente, mentre altri cercano continuamente contatti con le Istituzioni. Promesse vuote a parte, però, non arriva nulla di concreto. Si tratta di 25 di lavoratori in totale, ultimi senza ricollocazione tra quelli che persero il posto di lavoro nel 2005, quando lo stabilimento della Peroni chiuse i battenti. Allora le Istituzioni scesero in campo in prima persona, garantendo ai lavoratori una soluzione rapida ed indolore. Sarebbe stata la Peroni stessa che, in virtù di un accordo ministeriale, avrebbe dovuto ricollocarli in altra sede.
Col passare degli anni, però, le cose sono cambiate e con la solita tecnica dello scaricabarile. Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ormai commenta con un laconico “Vi hanno fatti fessi”, alzando le mani e scaricando le responsabilità altrove. La Peroni è da tempo fuori dalla situazione: con la vendita dell’impianto, ha ceduto anche le responsabilità. Adesso tutto appartiene alla Minoter spa, società sarda che al posto della fabbrica costruirà una vera e propria cittadella con un albergo. L’acquirente, infine, sembra non volersene fare carico: sono arrivate delle proposte di lavoro, spiegano i dipendenti, ma erano tutte in “aziende fantasma” o comunque presso società tutt’altro che solide; un paio di dipendenti che hanno accettato quelle offerte, nel giro di pochi mesi si sono ritrovati nuovamente in mezzo ad una strada.
Adesso, la beffa finale: il sito dovrà ospitare il Napoli Teatro Festival dal 4 al 27 giugno prossimi. Ma i 25 lavoratori sono pronti a boicottare tutto. Dopo anni in attesa di una ricollocazione, in attesa che vengano rispettati gli accordi presi all’epoca, non ci stanno a vedere inaugurare una kermesse mentre la loro situazione è ancora in sospeso, ed una soluzione non sembra per niente vicina.

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di Redazione
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