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Stavolta l’accusa è di camorra

Ex Sindaco di Pagani arrestato per la seconda volta


Alberico Gambino
Alberico Gambino
18/01/2012, 19:01

RETTIFICA: LA PERSONA RAFFIGURATA NELLA FOTO PRECEDENTE NON CORRISPONDEVA AD ALBERICO GAMBINO. CHIEDIAMO SCUSA ALLA PERSONA OFFESA RETTIFICANDO LA FOTO 

PAGANI -  Nuovo capitolo dell'inchiesta giudiziaria che ha travolto politica e finanza a Pagani. Torna in carcere il consigliere regionale del Pdl insieme ad altre otto persone, tutte coinvolte nel blitz "Linea d'Ombra" scattata il 15 luglio scorso su ordine della Dda di Salerno, condotto dall'Antimafia di Salerno. Stavolta ci sono anche accuse di camorra nei confronti di parte degli indagati. I provvedimenti fanno seguito all'accoglimento da parte del Riesame delle eccezioni sollevate dalla Corte di Cassazione. Sulla base dell’Ordinanze del Tribunale del Riesame di Salerno sono tornati in carcere oltre al consigliere regionale del Pdl ed ex-sindaco di Pagani, Alberico Gambino, altri otto indagati.
Nei giorni successivi l'inchiesta fece scattare altri sei provvedimenti cautelari. Le accuse formulate dalla Dda di Salerno per Gambino e gli altri indagati sono di concussione in concorso, ed associazione per delinquere finalizzata allo scambio elettorale politico mafioso.
Oggi sono tornati nel carcere di Fuorni (Salerno): Giovanni Elettrico Pandolfi, ex presidente della Multiservice; Giovanni Barone, ex direttore del ''Centro Pegaso'', che sorge nella zona industriale di Pagani; l'ex consigliere comunale di Pagani Giuseppe Santilli; l'ex assessore comunale Massimo Quaratino; il tecnico comunale Giovanni De Palma ed il pregiudicato Antonio Fisichella. Nel carcere salernitano, arrestato nei giorni scorsi per evasione, è già recluso Michele Petrosino D'Auria, per il quale il Riesame ha confermato la custodia cautelare. Resta agli arresti domiciliari Raffaele Trapani, presidente della Paganese Calcio. Sono liberi invece l'imprenditore Francesco Marrazzo, già scarcerato nell'agosto scorso, e Antonio D'Auria Petrosino, figlio del boss Gioacchino e fratello di Michele.
L'ex primo cittadino si trovava ai domiciliari nell'abitazione dei genitori.

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di Erika Noschese
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