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Tante le polemiche dopo le parole di Don Scatizzi

Ex Vescovo di Pistoia:"Nessuna comunione per i gay"


Ex Vescovo di Pistoia:'Nessuna comunione per i gay'
06/02/2010, 13:02

PISTOIA - "Il principio generale è che la conclamata, ostentata e praticata omosessualità è un peccato che esclude la comunione"; è quanto afferma senza troppi giri di parole sul sito cattolico Pontifex l'ex vescovo di Pistoia, Simone Scatizzi.
Dichiarazioni che, come intuibile, hanno scatenato durissime reazioni da parte di numerosi blogger ed utenti facebook e, in primis, delle associazioni gay. Aurelio Mancuso, presidente dell'arcigay, ha infatti parlato di un Vaticano che "in maniera ipocrita non ha neppure più il coraggio delle sue azioni"; precisando poi  che "la strategia offensiva" odierna messa in campo dalla Chiesa è quella di "fare dire le cose più orribili a vescovi in pensione sul sito Pontifex, emanazione dei lefebvriani, per attaccare la dignità delle persone omosessuali". Le furiose polemiche sono continuate nostante don Scatizzi abbia anche precisato che "da pastore sono obbligato, in linea generale, a rifiutare la comunione. Certo, se si presentano davanti a me non posso dire di no. E non per buonismo, ma perché non so se possano essersi confessati, pentiti o aver cambiato vita".
Secondo l'ex vescovo, dunque, la questione "no comunione ai gay" non è dovuta ad una sua personale antipatia nei confronti degli omosessuali ma ai dettami precisi della Chiesa cattolica. Senza voler tirare in ballo l'inflazionato riferimento ai preti pedofili che la comunione la fanno e la concedono, vien da chiedere al movimento ecclesiastico quale sia a questo punto la sua posizione riguardo gli onanisti (il 90% della popolazione maschile ed il 60% di quella femminile), coloro che fanno sesso prima del matrimonio o utilizzando il preservativo ecc...anche queste pratiche, prendendo in considerazione le "leggi della Chiesa", sono infatti decisamente peccaminose e riprovevoli.
Dunque, a onor di illogica dogmatica, i "superstiti" che possono avere il permesso di partecipare all'eucarestia sono rappresentati da uno striminzito numero di fedelissimi fondamentalisti e, diciamolo, un po' bigotti. In taluni casi come quello dell'autoerotismo o del rapporto non volto al concepimento e consumato prima della sacra unione, non si può infatti parlare di pentimento tramite confessione e quindi di conseguente perdono divino concesso visto che, come innegabile, chi si macchia di tali "peccati" è senza dubbio un recidivo. Evidentemente, però, esistono atti impuri perdonabili anche se ostentati e ripetuti per tutta la vita ed altri che invece risultano più intollerabili. Il motivo, oltre al dogma un po' ipocrita, sfugge. Magari qualche alto prelato saprà illuminare la per ora incupita platea di omosessuali "scomunicati".

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di Germano Milite
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