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Retribuzione altamente gratificante economicamente

Facebook offre lo stage perfetto ai neolaureati


Facebook offre lo stage perfetto ai neolaureati
06/06/2012, 20:06

La crisi economica si sente ovunque e gli USA non sono da meno, dove laureati e laureandi, in occasione delle vacanze, tra un trimestre e l’altro prima della ripresa delle lezioni, cercano degli stage retribuiti. Eppure c’è qualcuno che non conosce crisi: facebook.  Lo stage perfetto è infatti offerto proprio dall’azienda di Mark Zuckerberg che prevede, infatti, un rimborso spese che va dai 6 agli 8 mila dollari al mese. I “soli” requisiti richiesti sono: una laurea in ingegneria informatica e un diploma conseguito in uno dei college più prestigiosi degli Stati Uniti.
A rivelare in anteprima la notizia è stato il sito specializzato Glassdoor, secondo cui i giovanissimi esperti di computer che fanno uno stage a Facebook guadagnano in media tra i 6.200 ed i 6.900 dollari al mese, con punte sensibilmente più alte. Ma non è tutto: i cosidetti interns, come vengono chiamati gli stagisti, possono godere anche degli stessi benefici di cui usufruiscono i regolari impiegati: laptop, buoni per tre pasti al giorno, accesso a palestre, oltre a 1.000 dollari di contributo per spese di alloggio.
Oltre a facebook ci sono anche altre aziende che si occupano di internet a pagare fior di dollari per i propri stagisti: Google offre 7.000 dollari in media al mese per un laureato in scienza dei computer. Risulta essere pessima invece la situazione per gli stagisti di giornali o nell’industria della moda. In coda alla classifica di “Glassdoor” figurano infatti delle pubblicazioni note come “Cosmopolitan”, dove, secondo quanto riportato da alcune fonti citate dal sito, fare uno stage estivo significa sostanzialmente andare a comprare il caffè per i giornalisti senza prendere un soldo di remunerazione.
È un sistema sicuramente fuori dal comune quello utilizzato da Facebook e che sembra allettare anche i neolaureati europei, sempre più attirati dal sistema meritocratico ed innovativo proposto dalle aziende della new economy, rispetto a quel che si vede in Italia e spinge alla fuga dei cervelli.

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di Erika Noschese
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