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Faida a Scampia: vertice in Prefettura

Lo Stato c'è, ma nessun rinforzo a breve

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Vertice Prefettura
Vertice Prefettura
30/08/2012, 15:09

Il rischio che una nuova faida possa insanguinare Scampia è diventato preoccupante dopo l’agguato costato la vita a Gennaro Ricci. Ed è per questo che in Prefettura si è riunito il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto Andrea De Martino, alla presenza delle istituzioni e del sottosegretario all’interno Carlo De Stefano. L’impegno è quello di rafforzare i controlli nel quartiere, cercando di smantellare le piazze di spaccio e al tempo stesso di incrementare la cultura della legalità. Segnali di vicinanza da parte del governo, ma nessun rinforzo a breve, così come auspicato da molti politici locali in questi giorni.  Il prefetto ha ricordato i 23 omicidi di camorra nel napoletano dall’inizio dell’anno, precisando che "vanno colpiti i lauti guadagni dei clan nella prostituzione e nella contraffazione. “La presenza dello Stato c’è”, ha detto il governatore della Campania Stefano Caldoro, ma  “la battaglia non finisce mai e c'é bisogno di qualcosa di più in mezzi e finanziamenti, come conferma l' allarme lanciato nei giorni scorsi dal Procuratore aggiunto Sandro Pennasilico, perché preoccupa, oltre alla faida, il rapporto che si crea tra crisi economica ed illegalità diffusa". Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha rinnovato l’impegno per il quartiere messo in campo dall'amministrazione, attraverso eventi e manifestazioni concentrate in questi mesi a Scampia. Inoltre ha sottolineato lo status del censimento degli alloggi occupati abusivamente a Scampia, annunciando abbattimento delle Vele. Dure infine le parole del vice capo della Polizia Francesco Cirillo: “Nel napoletano ci sono 150-200 persone che attendono l' emissione degli ordini di cattura chiesti dalle forze delle ordine al termine della indagini, con ritardi anche di tre anni". Il Procuratore di Napoli Giovanni Colangelo ha così risposto: “Credo che la magistratura giudicante a Napoli faccia il massimo sforzo ed ha tutto il nostro rispetto. I giudici sono impegnati su molti fronti e d' altra parte la repressione si fa con le sentenze, e non con la richieste di ordini di cattura, che debbono essere vagliati dai giudici".

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di Maria Grazia Romano
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