Cronaca / Nera

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Due dei fermati erano proposti per un encomio

Falchi arrestati, le intercettazioni: “Mangi ancora prosciutto?”


Falchi arrestati, le intercettazioni: “Mangi ancora prosciutto?”
30/04/2010, 15:04

NAPOLI - In seguito all'arresto dei cinque rapinatori del Tir, per i ''falchi'' della questura di Napoli finiti oggi in cella con l'accusa di essersi impossessati della merce, era stato proposto addirittura un encomio solenne. Uno dei due agenti, Giuseppe Trapani, gestisce una ditta di catering, mentre un altro, Fulvio Colantoni, e' socio di una birreria che ha sede nel centro storico di Napoli. Li', ipotizzano gli investigatori, potrebbe essere finita una parte delle derrate alimentari razziate. Ad avvalorare il sospetto e' un'intercettazione telefonica nella quale il poliziotto socio della birreria chiede ad un amico di procurargli false fatture per giustificare la presenza di alcuni prodotti nel locale. I pm, infatti, avevano inviato i carabinieri del Nas a fare controlli e la circostanza aveva infastidito i due agenti. ''Inutile dire - commenta il gip - che la telefonata, al di la' della pertinenza rispetto al tema di prova, denota una personalita' del Colantoni ben distante dai doveri correlati alla qualifica ricoperta'', in quanto ''tutto dovrebbe fare fuorche' procurarsi false fatture per eludere controlli amministrativi''. Nonostante la loro esperienza di poliziotti ''di strada'', gli undici non hanno pensato che le loro conversazioni potessero essere intercettate e, per alcuni giorni, hanno parlato apertamente tra loro dell'accaduto, manifestando preoccupazione per le possibili conseguenze. successo per esempio il 25 marzo, mentre i ''falchi'' erano impegnati per l'ordine pubblico in occasione della partita Napoli-Juventus. Uno degli arrestati, Mario Cioffi, ha telefonato alla moglie; in attesa che la donna rispondesse, e senza immaginare che le sue parole venissero registrate, Cioffi ha continuato a chiacchierare con due persone che erano accanto a lui, tra cui c'era Renato Garofalo, uno dei due rei confessi. '' lui, e' quello dei prosciutti - dice Cioffi alludendo a un altro collega -; quello venne sul posto. Renato, eccolo quello dei prosciuttelli che venne sul posto''. Quindi, rivolgendosi direttamente alla persona, aggiunge: ''Genna', stai mangiando ancora prosciutti? Genna', stai mangiando?''. Incalza Renato Garofalo: ''Genna', il prosciutto e' finito?''. Mario Cioffi insiste: ''Pensavo che ti stavi mangiando ancora il cotto, pensavo''. Particolari imbarazzanti emergono anche dalle dichiarazioni dei due poliziotti ''pentiti'': ''Trapani - ha dichiarato Garofalo ai pm - e' esperto in derrate alimentari, perche' so essere socio con la moglie di una impresa di catering. Ricordo distintamente che diceva di cercare la mortadella perche' piu' pregiata''. Ha aggiunto l'altro ''falco'' che ha ammesso il saccheggio, Gianluca Grigolo: ''Ricordo che, durante la redazione degli atti, Trapani ha detto: andiamo a dividerci la merce... So che la stessa e' stata ripartita effettivamente. Dico questo perche' il giorno successivo vi fu una discussione in ufficio tra i colleghi e costoro commentavano sulla qualita' della merce; ricordo, ad esempio, che taluno diceva di avere avuto un tipo di salame che ad altri non era capitato nella spartizione''. Il poliziotto che quel giorno era in malattia e' Massimo Tuccillo, che ha avuto, secondo l'accusa, anche il ruolo di distributore delle derrate alimentari tra i colleghi. Fu lui, racconta Garofalo, a portargli a casa la quota di merce che gli spettava: ''Un pacco contenente un prosciutto, un salame, una mortadella di 150 grammi e due pacchi di gnocchi''. ''La presenza di Tuccillo - commenta il gip - e' allarmante perche' dimostra la forte coesione del gruppo, che e' avvinto da un rapporto di solidarieta' reciproca secondo il quale i componenti devono avere ciascuno il suo anche se assenti dal servizio. Questo particolare e' sintomatico dell'esistenza di una prassi consolidata che verosimilmente e' ampiamente collaudata in altri episodi. Le modalita' del fatto, cosi' come emerse in sede di attivita' investigativa, escludono categoricamente che tale condotta possa essere meramente occasionale. Quello che si evince e' che gli operanti non hanno previamente concertato il saccheggio da loro perpetrato, ma automaticamente, quasi rispondendo a quella che sembra una prassi frequente, hanno direttamente iniziato l'azione predatoria. In buona sostanza, le emergenze lasciano trapelare, senza dubbio alcuno, la rispondenza dell'azione a una scellerata consuetudine''.

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di Redazione
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