Cronaca / Soldi

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In manette dipendenti del Genio Civile ed ingegneri

Falsi collaudi in cambio di mazzette, 7 arresti a Napoli

I certificati rilasciati senza alcun controllo

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Falsi collaudi in cambio di mazzette, 7 arresti a Napoli
11/01/2011, 08:01

NAPOLI - Rilasciavano documenti senza aver fatto alcun collaudo, certificando l'idoneità di fabbricati di recente o vecchia costruzione. Associazione per delinquere finalizzata alla falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici ed alla corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, questi i capi di accusa che hanno fatto scattare le manette per sette persone, tra dipendenti degli uffici del Genio Civile ed ingegneri, raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della procura della Repubblica. La Regione ha avviato le procedure per la sospensione dei tre dipendenti del Genio Civile coinvolti.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli ritengono che la cricca si dedicasse al rilascio di certificati di collaudo con l'apposizione delle firme di ingegneri, di volta in volta investiti senza che, in realtà, questi avessero mai curato la redazione degli atti nè proceduto con i collaudi. I carabinieri hanno accertato la produzione dei certificati falsi (principalmente 'relazioni geologiche', 'certificati di collaudo' e 'relazioni a struttura ultimata') tramite compiacenti dipendenti del Genio Civile e ingegneri che nella veste di Pubblici Ufficiali, in cambio di denaro, attestavano falsamente il rispetto della normative di settore. 

Il giudice definisce ''connotata da pervicacia, perseveranza e spregiudicatezza criminale'' la personalita' degli indagati, ''ancor piu' se si ha riguardo al tipo di attivita' svolta dai correi, pubblici ufficiali e professionisti il cui obiettivo appare totalmente scevro dall'osservanza di canoni di correttezza e deontologia''. ''L'assoluta assenza di senso di responsabilita' per la funzione svolta - dice il gip - risulta aggravata anche in considerazione degli effetti a dir poco negativi che ne derivano sull'assetto dell'intero territorio sottoposto al controllo di detto ufficio''. Nell'ordinanza di custodia cautelare sono contenute centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali dalle quali emerge la disinvoltura di tecnici e dipendenti del Genio civile. In una conversazione l'ingegner Aniello Ferrara, ora agli arresti in carcere, chiede al proprietario di un immobile 150 euro in cambio di una firma. Alle proteste dell'uomo, Ferrara replica che in effetti un collega prende 50 euro o anche meno (''Lui si prende pure 10 euro, che vi devo dire adesso''), pero' e' sotto inchiesta e dunque le pratiche che ha firmato possono essere individuate. ''Io - continua Ferrara, ignaro di essere intercettato - non sto sotto inchiesta come lui e non posso firmare per cosi' poco''. Dalle conversazioni emerge anche la disinvoltura con cui gli indagati precostituivano i certificati inventando date e circostanze delle verifiche. Ciro Montuoro Mollo, dipendente del genio, sta esaminando una pratica e avverte l'ingegner Vincenzo Capone: ''Ci manca proprio il collaudo, hai capito''. Capone risolve il problema all'istante: ''Ciro, ora io lo stampo e oggi ve lo pigliate''.

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di Nico Falco
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