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Procacciavano inconsapevoli clienti vittime di sinistri

Falsi incidenti a Salerno, quattro avvocati interdetti


Falsi incidenti a Salerno, quattro avvocati interdetti
11/11/2010, 14:11

SALERNO - Attraverso raggiri e artifizi, presentavano al Comune di Salerno richieste di risarcimento di danni, in assenza di mandato difensivo, ai fini dell’ottenimento del conseguente ristoro da parte della società assicuratrice. Interdetti dalla Procura della Repubblica, quattro avvocati e un operatore sanitario dell’ospedale di via San Leonardo. 
I reati contestati sono quelli di associazione a  delinquere (art. 416 c.p.) finalizzata alla truffa (art. 640 c.p.), in danno di una società assicurativa che garantisce il Comune di Salerno per la responsabilità civile verso terzi.
In particolare, le complesse investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia tributaria della guardia di finanza di Salerno hanno consentito di acclarare che i soggetti, tutti esercenti la professione forense presso lo Studio legale “Pierro-Naddeo” di Salerno, anche grazie alla fattiva compiacenza dell’operatore sanitario, avevano realizzato un'associazione dedita al “procacciamento spasmodico” di inconsapevoli clienti che, vittime di sinistri, conseguenti alla cattiva manutenzione delle strade comunali si presentavano presso il locale nosocomio per ricevere le cure del caso. Gli stessi indagati, attraverso raggiri e artifizi, presentavano richieste di risarcimento di danni. Nel concreto, dopo aver acquisito le generalità dei danneggiati, i dati dei sinistri e la documentazione sanitaria, avvalendosi della collaborazione di Giuseppe Ansalone, contattavano reiteratamente i danneggiati, ai quali rappresentavano situazioni non veritiere, quali la presenza sul luogo del sinistro e la conoscenza di testimoni utili al fine di conseguire rapidamente la liquidazione del danno.
Tutto ciò avveniva anche mediante l’uso di minacce al fine di indurre i danneggiati a conferire loro il mandato difensivo, spesso già affidato ad altri difensori, nonché presentandosi ai potenziali clienti con generalità diverse da quelle reali. Le contestazioni si riferiscono ad un molteplicità di condotte di truffa tentata e/o consumata (circa 40 casi) poste in carattere di serialità da parte degli indagati. Nell’ambito del procedimento risultano indagati altri tre soggetti per falsa testimonianza e favoreggiamento poste in essere, in sostanza, al fine di conseguire il fine illecito dell’associazione.
Le indagini condotte hanno, tra l’altro, evidenziato il serio e concreto tentativo di inquinamento probatorio da parte di alcuni degli indagati, anche attraverso opera di depistaggio e di condizionamento delle persone informate sui fatti.

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di Redazione
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