Cronaca / Nera

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Nola. Coinvolti medici, avvocati ed il vicesindaco di Tufino

Falsi incidenti per ottenere rimborsi: sgominata 'gang'


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Falsi incidenti per ottenere rimborsi: sgominata 'gang'
15/07/2010, 12:07

NAPOLI – Un business illegale con un giro di affari che si avvicina al milione di euro, e che coinvolge anche ‘colletti bianchi’, quello scoperto dai carabinieri della Compagnia di Nola, che nel corso della notte hanno sgominato un’organizzazione criminale dedita alle truffe ai danni delle assicurazioni. La ‘gang’ era composta da 15 persone, 5 delle quali non sono destinatarie di misure restrittive della libertà personale; in carcere sono finite 4 persone (un medico, due avvocati e un impiegato comunale di Tufino), mentre ad altre 3 (medici tutti, di cui un radiologo) sono stati concessi i domiciliari; altre 2 (due medici e Carlo De Luca, assistente capo della polizia in servizio nel commissariato di Nola e vice sindaco dimissionario di Tufino), infine, sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla truffa al danneggiamento fraudolento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona; dalla ricettazione alla falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità in scrittura privata e al peculato.
Le indagini sono partite nel dicembre 2008, quando i militari accertarono che un incidente era stato simulato per ottenere indebitamente un risarcimento. Partendo da quel caso, i carabinieri hanno scoperto che si trattava di una vera e propria prassi: su 120 casi, esaminati a campione, in tutti sono stati trovati delle anomalie e sono stati presi provvedimenti relativamente a 30 di questi.
L’associazione per delinquere, che operava nell’area Nolana ed in parte di quella vesuviana e nell’Avellinese, poteva contare sull’appoggio di medici compiacenti, che per pochi euro erano disposti a fornire certificati falsi da presentare poi alle assicurazioni. Prolungamento di giorni di convalescenza, certificazione di esami mai effettuati, danni mai patiti: il tutto a circa venti euro.
Gli incidenti stradali, che talvolta coinvolgevano persone totalmente ignare delle pratiche avviate per i risarcimenti, in alcuni casi venivano addirittura ‘comprati’, individuando persone con difficoltà economiche e liquidando in contanti in attesa dei risarcimenti. Un modus operandi ironicamente paragonabile a quello degli ammortizzatori sociali. Per la procura di Nola, le responsabilità penali nella vicenda si estendono a 85 persone tra falsi denuncianti di incidenti stradali e falsi testimoni.
Centrali le intercettazioni ambientali, anche con uso di telecamere, nello studio legale di Aniello Malinconico e Alessandro Ferrante, entrambi ora in carcere. Le indagini sono ancora in corso per accertare altri illeciti.

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di Nico Falco
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