Cronaca / Nera

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Le mani della camorra sulla truffa orchestrata a Napoli

Falsi invalidi, arrestati 5 del clan Mazzarella

Complessivamente 123 fermi e sequestri per 1,5 milioni

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Falsi invalidi, arrestati 5 del clan Mazzarella
09/02/2011, 11:02

NAPOLI - Anche la camorra aveva fiutato l'affare delle truffe dei falsi invalidi. Lo testimoniano gli arresti effettuati nel corso della notte dai carabinieri, che hanno stretto le manette ai polsi di cinque persone ritenute affiliate al clan camorristico dei Mazzarella.
L'operazione è scattata nella zona del Pallonetto di Santa Lucia, a Napoli, messa a segno dai militari della compagnia di Napoli - Bagnoli, coordinati dalla procura partenopea.

Tra gli arrestati Ciro Rispoli, organico al clan Mazzarella, residente nella zona di Santa Lucia. Secondo gli inquirenti Rispoli, venuto a conoscenza della truffa organizzata da un consigliere comunale, aveva preteso di entrare a far parte dell'affare. Aveva cominciato col far assegnare una pensione di invalidità a se stesso e ad altri 4 affiliati, poi aveva preso a reclutare atlri falsi invalidi, reclutando una percentuale. I cinque sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, violenza e minacce per indurre in reato, corruzione aggravata, contraffazione di sigilli e falsita' materiale. I cinque, stando a quanto si appreso, sarebbero ad ogni modo elementi di bassa manovalanza del clan criminale. L'organizzazione camorristica, resasi conto che l'affare falsi invalidi era molto lucroso, ha agito parallelamente al gruppo formato dal consigliere municipale e da funzionari pubblici, arrivando a minacciare di morte, armi in pugno, il dirigente municipale che gestiva le pratiche per le pensioni di invalidita'. L'uomo e' stato costretto a mettersi a disposizione dei quattro affiliati ai Mazzarella, riconoscendo l'assegnazione della pensione di invalidita' a persone sane. Oltre a Rispoli, sono stati arrestati Angelo Minichini, Francesco Panzuto e Antonio Marmolino.

La colossale truffa dei falsi invalidi napoletani era stata orchestrata dal consigliere Salvatore Alajo e da sua moglie Alexandra Danaro. Le indagini hanno portato, sinora, a 123 arresti ed al sequestro di beni per 1,5 milioni di euro, sollevando il velo su un sistema di complicità ben radicato che poteva contare sull'appoggio di dipendenti comunali e medici per assegnare pensioni di invalidità a persone che in realtà non ne avevano diritto.

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di Nico Falco
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