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Sgominata una organizzazione criminale

Falsi permessi di soggiorno: cinque arresti nella Capitale

Immigrati costretti a sborsare tra 250 e 5000 euro

Falsi permessi di soggiorno: cinque arresti nella Capitale
03/07/2012, 15:07

ROMA - Avevano messo su una vera e propria organizzazione criminale, dedita alla contraffazione di documenti per il rilascio di permessi di soggiorno falsi ai danni dei cittadini extracomunitari: l’associazione però è stata sgominata dalla polizia di Roma, che dopo le dovute indagini ha fatto scattare 5 arresti. Tra le persone finite in manette ci sono delle donne, ma anche un funzionario per il centro dell’impiego di Roma e un commercialista proprietario di due CAF.
Le indagini sono partite nei primi mesi dello scorso anno, quando, presso gli sportelli dell’Ufficio Immigrazione di via Tefilo Patini, sono giunte numerose richieste di rilascio o rinnovo di permessi di soggiorno per motivi di “Attesa Occupazione”. Molti cittadini infatti, la maggior parte di nazionalità cinese, avevano allegato al Kit postale, contenente l’istanza, una scheda professionale emessa dal centro per l’impiego di Roma che attestava l’iscrizione nelle liste di disoccupazione. Alcune incongruenze riscontrate durante la lavorazione delle pratiche, come ad esempio le iscrizioni a liste di disoccupazione senza aver subito un reale licenziamento, hanno insospettito gli agenti che a quel punto hanno iniziato una serie di verifiche.
Nel tempo, il gruppo criminale è riuscito ad estendere gli ambienti operativi della propria attività illecita, convogliando nella Capitale, grazie al passaparola, numerosi cittadini extracomunitari provenienti da molte provincie italiane, che, pur di ottenere l’ambito documento, sono stati costretti a “sborsare” compensi oscillanti tra i 250 e i 5.000 euro. I componenti della banda, che questa mattina sono stati arrestati, dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al falso, all’immigrazione clandestina e al favoreggiamento della permanenza sul territorio nazionale di persone prive di requisiti.

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di Antonio Formisano
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