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FALSIFICAVA REFERTI ONCOLOGICI, ARRESTATA INFERMIERA


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FALSIFICAVA REFERTI ONCOLOGICI, ARRESTATA INFERMIERA
20/01/2009, 20:01

Non è ancora chiaro cosa l’abbia spinta a farlo, ma pare ormai accertato che l’abbia fatto. E’ accusata di di lesioni personali aggravate, falsità materiale commessa da dipendente pubblico incaricata di pubblico servizio e abuso d'ufficio Susanna Fiorini, l’infermiera quarantanovenne impiegata presso il Corat di Livorno, che avrebbe manomesso oltre 400 referti, 33 pap test e 368 al colon retto, e questo avrebbe provocato ritardi nella diagnosi di almeno 18 casi di tumore al colon. Una rassicurazione arriva dall’Asl, che ha dichiarato che tutti i pazienti vittime delle manomissioni dei referti sono stati già contattati nei mesi scorsi per ripetere gli esami. La Fiorini, prima spostata di incarico ed attualmente in ferie, sarà sospesa dal lavoro. Le indagini, coordinate dai pm Paola Rizzo e Giuseppe Rizzo e condotte dalla squadra mobile guidata da Marco Staffa, sono scattate a luglio, dopo una denuncia della Asl, e hanno riguardato i test svolti dal 2006 al 5 luglio 2008, relativi al colon retto e alla cervice dell’utero. Secondo gli investigatori, l'infermiera avrebbe falsificato i referti attraverso un articolato lavoro di fotocopiatura, sostituendo e manomettendo gli originali. Poi avrebbe spedito a casa dei pazienti i referti alterati, inserendo nella banca dati del Corat i risultati falsificati. Non è ancora chiaro il motivo che l’avrebbe spinta ad agire in questo modo: non si esclude che lo abbia fatto per ‘rappresaglia’ contro l’efficienza del Corat oppure che abbia agito per snellire il proprio lavoro ed evitare quindi di richiamare quei pazienti per i quali erano necessari ulteriori accertamenti clinici. La procura ha chiesto e ottenuto l'arresto temendo la reiterazione del reato (l'infermiera non aveva subito provvedimenti disciplinari; l' Asl ha avviato le procedure dopo il provvedimento dei magistrati) e l'inquinamento delle prove. Durante la perquisizione domiciliare i poliziotti hanno inoltre trovato un ricettario sottratto ad un medico che lavora in un altro reparto dell’ospedale, circostanza che ha portato a nuove verifiche per accertare se la donna abbia redatto anche false ricette.

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di Nico Falco
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